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Paramagnetismo

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ParamagnetismoParamagnetismo
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Introduzione

Paramagnetismo Insieme delle proprietà fisiche tipiche di determinate sostanze, che reagiscono all’applicazione di un campo magnetico esterno manifestando una debole magnetizzazione, diretta nello stesso verso del campo applicato. La classificazione delle sostanze in base al loro comportamento magnetico si deve a Michael Faraday e risale al 1845; oltre alle sostanze paramagnetiche, lo scienziato individuò altre due classi di sostanze: le diamagnetiche, che in presenza di un campo magnetico esterno presentano una debolissima magnetizzazione in senso opposto a quello del campo, e le ferromagnetiche, che presentano invece una forte magnetizzazione concorde con il campo applicato. Esempi di sostanze paramagnetiche sono il manganese, il platino e il cromo.

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Origine microscopica del paramagnetismo

Il comportamento delle sostanze paramagnetiche trova spiegazione a livello microscopico: gli atomi di cui sono costituite, infatti, si possono considerare dei piccoli dipoli, che in presenza di un campo magnetico esterno si orientano parallelamente a esso, come l’ago di una bussola. Questo dipende dal numero e dalla distribuzione degli elettroni che orbitano intorno al nucleo: ognuno di essi funziona come una piccola corrente elettrica che, come tutte le correnti, genera intorno a sé un campo magnetico, ed è quindi caratterizzata da un certo momento magnetico; la somma vettoriale di tutti i momenti magnetici relativi ai singoli elettroni dell’atomo non è nulla, come per le sostanze diamagnetiche, ma pari a un certo valore, caratteristico di ogni sostanza.

Quando la sostanza si trova in una regione interessata da un campo magnetico, quindi, i momenti magnetici propri degli atomi tendono ad allinearsi con le linee di forza del campo, con il risultato che il materiale si magnetizza, seppur debolmente, e viene attirato dalla sorgente del campo magnetico applicato.

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