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Introduzione; La ricerca del Sacro Graal; I destini incrociati di due cavalieri; La rappresentazione di un enigma
Perceval o Il racconto del Graal Poema cavalleresco, incompiuto, di Chrétien de Troyes, composto in ottonari a rima baciata probabilmente tra il 1180 e il 1191.
Romanzo rimasto incompiuto per la morte dell’autore, Perceval è stato variamente interpretato: già i contemporanei cercarono di “continuare” o “chiarire” il mistero di questa avventura che ha fondato un mito europeo, quello del Sacro Graal, il calice leggendario dove venne raccolto il sangue di Cristo e che viene cercato da tutti i cavalieri della Tavola Rotonda. All’inizio del poema il giovane Perceval, che la madre aveva cresciuto nella solitudine dei boschi per difenderlo dai pericoli del mondo, decide di abbandonare la sua casa e di seguire il richiamo della vita cavalleresca. Arrivato alla corte di re Artù, il ragazzo, sprovveduto e ignaro dei costumi della società cortese, accumula errori e passi falsi, finché incontra il saggio Gornemant, che lo inizia ai valori della cavalleria. Dopo molte, difficili prove diventa un cavaliere provetto e riesce a liberare la bella Biancofiore dai nemici che l’assediavano nella sua città fortificata. Giunge poi al castello del re Pescatore, afflitto da un’insanabile ferita, e qui assiste a una misteriosa processione durante la quale sfilano in silenzio davanti ai suoi occhi oggetti inquietanti e arcani, tra cui una lancia sanguinante e il Sacro Graal. Per troppa discrezione, Perceval non osa interrogare il re sul significato della cerimonia: in seguito apprenderà che il suo silenzio è stato un grave errore, perché con le sue domande avrebbe potuto evitare tante sventure e guarire la ferita del re. Qui, il racconto delle vicende di Perceval si interrompe e il poema passa a narrare di un altro cavaliere, Gauvain, e del suo vagare in cerca della spada sanguinante. Quando si torna a Perceval sono passati cinque anni, durante i quali l’eroe ha inutilmente vagato alla disperata ricerca del Sacro Graal e del suo segreto, allontanandosi sempre più da Dio. Desideroso di perdono, viene accolto da un vecchio eremita che lo avvia alla penitenza e alla preghiera e che gli svela che il Graal contiene un’ostia dalla quale dipende la vita del re Pescatore. A questo punto la narrazione si volge definitivamente alla storia di Gauvain che, arrivato dopo un lungo peregrinare al castello delle Regine, si ricongiunge con la nonna e la madre benché esse fossero entrambe già morte. Il racconto si interrompe mentre Gauvain sta per battersi in duello con Guiromelant, il fidanzato della sorella.
Come tutti i romanzi di Chrétien de Troyes, anche il Perceval può essere letto come un romanzo d’iniziazione. Al principio del racconto Perceval è un adolescente del tutto ignaro del mondo, ma a poco a poco si impadronisce delle regole della società cavalleresca e cortese, e così facendo acquista coscienza di sé e degli altri: sperimenta il rispetto e l’amicizia (Gornemant), la compassione e l’amore (Biancofiore) e infine il pentimento. Inoltre ricostruisce la propria identità familiare: apprende il tragico destino di suo padre e dei suoi fratelli, incontra la cugina e lo zio materno, che sembrano entrambi aver parte nell’avventura del Graal, e ha l’intuizione del proprio nome durante la notte trascorsa nel castello del re Pescatore, il quale infine risulterà essere suo cugino. Se Perceval, nel corso del romanzo, si allontana dall’inconsapevolezza dell’infanzia, Gauvain sembra viceversa ritornarvi: a questo cavaliere consumato, frivolo e mondano, è offerto un altro apprendistato, quello della scoperta dei limiti di una cavalleria di parata e della sopravvivenza dei legami affettivi e familiari anche al di là della morte. Questi due percorsi romanzeschi, e in particolare quello di Perceval, rompono gli schemi delle opere precedenti di Chrétien de Troyes: qui non si tratta più semplicemente di conquistare la donna amata e di tentare di conciliare le esigenze contraddittorie della cavalleria e dell’amore, ma c’è dell’altro. Questo “altro”, difficile da precisare, si cristallizza nella ricerca del Graal.
La scena che si svolge sotto gli occhi di Perceval nel castello del re Pescatore, con l’apparizione del Graal e della spada sanguinante, è stata variamente interpretata come la trascrizione romanzesca di una processione cristiana, come la descrizione di una scena mitologica celtica, o ancora come la rappresentazione di un rito pagano di fecondità. In ogni caso è certo che l’autore ha intenzionalmente intrecciato diverse tradizioni, per suscitare dubbi e interrogativi sia nei lettori, sia nel suo personaggio; il quale, piuttosto che un eroe capace di accumulare conquiste e sapienza, appare come un uomo che incessantemente si interroga sul mondo e sui suoi enigmi, siano essi personali, familiari o spirituali.
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