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Le confessioni

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Q. de La Tour: Jean-Jacques RousseauQ. de La Tour: Jean-Jacques Rousseau
Struttura articolo
1

Introduzione

Le confessioni Romanzo autobiografico di Jean-Jacques Rousseau pubblicato postumo nel 1782 (la prima parte) e nel 1789 (la seconda parte).

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Ritratto di se stesso

Nei dodici libri di cui si compone l’opera Rousseau intendeva offrire, insieme alla rievocazione della sua vita passata, un ritratto di se stesso il più possibile fedele. Il progetto fu concepito nel 1764 e completato nel 1770. In origine il testo venne diffuso attraverso letture private, che lo stesso autore fece alla marchesa de Pezay, al poeta Dorat e al principe di Svezia.

La redazione delle Confessioni, si colloca in un periodo durante il quale Rousseau fu vittima di violente persecuzioni: dopo le condanne subite da parte dell’arcivescovo di Parigi e del parlamento francese riparò a Môtiers, in Prussia, ma l’ostilità della popolazione lo costrinse a fuggire nell’isola di Saint Pierre, da dove fu di nuovo cacciato. Lo scrittore sviluppò allora una “teoria del complotto” che gli faceva vedere negli amici di un tempo, ad esempio gli enciclopedisti, gli agenti di una vasta cospirazione che mirava a ridurlo al silenzio.

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Dalle illusioni della giovinezza all’amarezza dell’età matura

La prima parte delle Confessioni racconta la vita di Rousseau dalla nascita all’arrivo a Parigi nel 1712. Il libro I narra gli avvenimenti dell’infanzia e si conclude con la fuga da Ginevra del sedicenne Rousseau. Nei libri seguenti, dal II al VI, si raccontano le successive peregrinazioni dello scrittore e soprattutto l’incontro con la donna che avrebbe avuto un’influenza determinante sulla sua vita, Madame De Warens, che favorì i suoi studi e le sue inclinazioni intellettuali e musicali.

La seconda parte dell’opera (dal libro VII al XII) è caratterizzata da un tono più grave. Racconta i drammi vissuti nell’età adulta fino alle soglie della vecchiaia: dall’ingresso nella società intellettuale e mondana a Parigi, dove Rousseau entrò in contatto con personaggi di primo piano come Diderot, ai primi successi letterari e musicali e alle prime inimicizie, fino al sereno ritiro all’Ermitage, nei pressi della foresta di Montmorecy, insieme a Thérèse, una giovane di umili origini dalla quale ebbe un figlio poi abbandonato in orfanotrofio. Nel libro IX l’autore racconta la genesi delle sue opere più celebri (Il contratto sociale, Emilio e La nuova Eloisa). Nel X, invece, rievoca il periodo trascorso nella residenza del maresciallo del Lussemburgo, frequentando illustri personaggi dell’epoca. I libri XI e XII sono infine dedicati agli eventi tumultuosi che seguirono la pubblicazione del Contratto sociale e dell’Emilio nel 1762: la condanna, l’arresto, l’esilio in Prussia e in Inghilterra.

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“Conosci te stesso”

Il “conosci te stesso” del tempio di Delfi è la guida di Rousseau nell’esplorazione dell’io. L’analisi introspettiva si fonda sulla conoscenza intuitiva, nata dal sentimento di se stesso, che permette al lettore di condividere i movimenti del cuore del protagonista-narratore. Il destinatario dell’opera funge come da specchio e la sua comprensione degli eventi raccontati si basa su un’autentica compassione, sulla condivisione di affetti.

L’idea sviluppata nel Discorso sulle origini della disuguaglianza fra gli uomini (1754) – l’uomo è fondamentalmente buono – viene ripresa nelle Confessioni, che infatti si fondano sul sentimento dell’innocenza dell’autore. La trama narrativa riproduce le discontinuità e gli accidenti di una vita la cui coerenza è percepita attraverso la memoria. Il ricordo, anzi, restituisce e amplifica l’intensità emotiva dell’evento: “Nel dire a me stesso ho gioito, gioisco di nuovo”.

Notevole è l’originalità dell’opera di Rousseau – nella storia della memorialistica così come nella storia della filosofia politica e morale – e diventò il modello del genere autobiografico, che ebbe fortuna soprattutto in epoca romantica ispirando, tra gli altri, Stendhal, Hölderlin e Tolstoj.

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