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Decameron

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Boccaccio: da DecameronBoccaccio: da Decameron
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Varietà di stili e compattezza di struttura

Alla straordinaria ricchezza e varietà delle vicende, dei personaggi, dei temi presentati nel Decameron corrisponde una grande duttilità dello stile e della lingua utilizzati dall’autore, il cui genio si manifesta anche nella capacità di adattare modi, toni e linguaggio alla complessità e molteplicità dei contenuti, trascorrendo dallo stile tragico al comico attraverso tutte le variazioni intermedie e utilizzando con equilibrio ora la lingua letteraria, ora il linguaggio comune.

Tuttavia, la multiformità tematica e stilistica del testo è organizzata entro una struttura narrativa estremamente solida e compatta: la novella-cornice – che contiene gli interventi dell’autore, la voce dei narratori e le digressioni sulle loro amene attività – oltre a costituire l’introduzione dell’opera si inserisce anche tra le singole storie e spesso ne giustifica la collocazione e la sequenza.

La raccolta di novelle appare inoltre divisa equamente in due parti all’altezza della VI giornata, dove, a mo’ di seconda introduzione, compare una serie di riflessioni sulla tecnica narrativa. Ma molti altri sono i rimandi, le simmetrie, le corrispondenze all’interno delle singole giornate e tra le novelle, che sembrano essere ordinate secondo un itinerario etico che procede dal dominio del vizio (le novelle della I giornata) al trionfo dell’ordine e della virtù (le novelle della X giornata).

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Le fonti e la fortuna letteraria

Oltre alla realtà contemporanea, principale fonte d’ispirazione dei temi e dei personaggi del Decameron, Boccaccio utilizzò per costruire il suo capolavoro innumerevoli e molteplici fonti letterarie: accanto ai classici latini e ai romanzi cavallereschi, Le mille e una notte suggerirono l’espediente della cornice narrativa, dalle precedenti raccolte di novelle come il Novellino fu ripreso l’intento di istruire e divertire i lettori, gli exempla latini offrirono il modello per l’ordinamento tematico, i fabliaux francesi e la tradizione popolare per i contenuti licenziosi, infine, la Divina Commedia fu il punto di riferimento per lo stile e l’organizzazione sistematica della materia.

La ricchezza della materia, la solidità dell’architettura narrativa e l’eccezionale coerenza della lingua con i contenuti, fanno del Decameron uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana. L’opera ebbe una diffusione rapida e vastissima: in Italia influenzò tutti i narratori posteriori, offrì numerosi spunti al teatro e alla trattatistica soprattutto cinquecentesca e, come le rime di Petrarca lo furono per la poesia, così il libro di Boccaccio divenne il modello da imitare per la prosa in volgare durante tutti i secoli successivi fino all’Ottocento. Quanto all’influsso del Decameron nella letteratura europea basti ricordare I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer.

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