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Introduzione; Il pretesto narrativo; I pellegrini e le loro storie; Una sintesi della vita e della cultura medievale
I racconti di Canterbury Raccolta di racconti in versi e in prosa di Geoffrey Chaucer. Capolavoro della letteratura medievale inglese, fu composto fra il 1387 e il 1400 e interrotto dalla morte dell’autore.
I racconti sono inseriti in una cornice narrativa che descrive il pellegrinaggio di un gruppo di personaggi di varia estrazione sociale alla tomba di Thomas Becket, nella Cattedrale di Canterbury, nel Kent. I pellegrini – tra i quali figurano un cavaliere, un mugnaio, un magistrato, una moglie, un frate, uno studente, un mercante, un marinaio e lo stesso Chaucer – si incontrano in una taverna di Southwark, a sud di Londra, e qui l’oste propone loro, per ingannare il tempo durante il viaggio, di raccontare quattro storie ciascuno, due all’andata e due al ritorno. Alla fine l’oste sceglierà la migliore. Chaucer morì prima di completare il grandioso progetto, del quale ci ha lasciato solo 22 racconti in versi e due in prosa, alcuni dei quali in forma di frammenti.
Il primo racconto, narrato dal cavaliere, è la storia di due nobili prigionieri di guerra ad Atene e innamorati della stessa fanciulla, della quale, una volta usciti di prigione, si disputano il cuore in duello. Il secondo racconto, quello del mugnaio, è imperniato sulla tresca amorosa tra uno studente e la giovane moglie di un falegname. Una moglie infedele compare anche nel terzo racconto, insieme a un mugnaio disonesto punito da due studenti di Cambridge. Il racconto del magistrato narra le disavventure di Costanza, figlia dell’imperatore di Roma: sfuggita al sultano di Siria e approdata in Britannia, dopo aver evitato la vendetta di un innamorato respinto sposa il re, subisce l’esilio e, tornata a Roma, si ricongiunge al padre che, infine, nomina il figlio di lei erede dell’impero. Nel suo racconto la donna di Bath affronta il tema del matrimonio ed esemplifica la sua tesi, secondo la quale la felicità coniugale dipende dalla sottomissione del marito all’autorità della moglie, raccontando il caso dei suoi cinque mariti – alcuni anziani e facilmente ricattabili sul piano sessuale, altri giovani e più difficili da dominare – e la storia della punizione di un cavaliere, colpevole di aver violentato una ragazza. Il racconto del frate denuncia la corruzione dei funzionari del tribunale ecclesiastico e, per contro, il funzionario del tribunale ecclesiastico condanna nella sua storia l’avidità dei frati. Il chierico di Oxford descrive i crudeli tranelli intessuti da un nobiluomo italiano per mettere alla prova la straordinaria virtù della moglie; mentre bella e infedele è la giovane protagonista del racconto del mercante. Ancora di matrimonio, onore e tradimento tratta la storia del fittavolo; invece quella dello scudiero, incompiuta, ha per protagonisti un cavallo meccanico, uno specchio magico e un anello dalle proprietà taumaturgiche. Segue l’agghiacciante storia del medico, che racconta come la bellissima Virginia, figlia di un cavaliere romano, preferisca farsi tagliare la testa dal padre piuttosto che perdere l’onore e subire la violenza di due malvagi pretendenti. Il venditore di indulgenze introduce il suo racconto – la storia di tre malviventi che per denaro si uccidono l’un l’altro – con un’elaborata difesa della sua professione, un’attività commerciale al limite della frode. La storia del marinaio è un altro intreccio a base di denaro e tradimento, che ha per protagonisti un mercante, sua moglie e un monaco lussurioso. La priora racconta, invece, il martirio di un bimbo cristiano per mano degli ebrei in una lontana città dell’Asia, esempio di un pregiudizio a lungo presente. Le due storie successive sono raccontate dallo stesso Chaucer: la prima è un poema fantastico presto interrotto dalle lamentele dell’annoiato uditorio, l’altra è una vicenda che parla di giudizio, punizione e misericordia. Più che un racconto, la storia del monaco è una rassegna di personaggi storici e letterari che hanno sperimentato il mutevole carattere della fortuna, da Adamo a Creso, a Giulio Cesare. Il prete delle monache racconta l’avverarsi dell’incubo di un gallo, che sogna di essere inseguito da una volpe e che viene poi salvato dall’intervento della gallina sua moglie. Il racconto della suora è la biografia di santa Cecilia e tratta del martirio suo e dei suoi congiunti ai tempi delle persecuzioni dei cristiani. Quando la suora ha terminato la sua storia, due nuovi personaggi si uniscono al gruppo dei pellegrini: un canonico e il suo scudiero, il quale si dilunga nel descrivere il lavoro del canonico e gli inganni da questi perpetrati ai danni del popolo. Seguono infine le ultime due novelle: quella dell’economo del collegio, nella quale si attribuiscono alla gelosia di Apollo l’aspetto e la voce sgradevole dei corvi; e quella del parroco, che è piuttosto un lungo sermone sulla natura del peccato e sugli atteggiamenti necessari per ottenere il perdono.
L’idea di inserire una raccolta di novelle raccontate da personaggi diversi in una cornice narrativa deriva dal Decameron di Giovanni Boccaccio, che Chaucer probabilmente conosceva e dal quale trasse spunto anche per il soggetto di alcuni racconti. Tuttavia, rispetto al Decameron, i pellegrini di Canterbury offrono una più vasta gamma di categorie sociali, fino a rappresentare tutto il multiforme e pittoresco universo della società medievale inglese. Ogni narratore, infatti, pur essendo ben individuato e descritto nei particolari fisici e psicologici, allo stesso tempo si pone come modello esemplificativo della classe sociale alla quale appartiene. La diversità dei personaggi fornisce anche, all’autore, l’occasione di cimentarsi in una varietà di generi e di toni narrativi straordinariamente ampia e articolata. Le storie includono pressoché tutte le forme letterarie medievali: racconti storici e avventure romantiche derivate dalla materia cavalleresca, fabliaux, biografie di santi, apologhi e favole di animali, allegorie religiose e sermoni e, stilisticamente, spaziano dal tono moralistico al burlesco, dal tragico al grottesco, dal patetico al licenzioso. Grandiosa sintesi della vita quotidiana e della cultura medievale, i Racconti di Canterbury costituiscono un’opera di fondamentale importanza nella letteratura inglese anche dal punto di vista linguistico, per la ricchezza lessicale e per l’abile e versatile impiego della lingua e della metrica. Tra l’altro, proprio nei Racconti di Canterbury Chaucer introdusse e perfezionò il distico eroico (coppia di decasillabi a rima baciata), un metro che incontrerà molta fortuna presso i poeti inglesi posteriori.
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