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Paradiso perduto

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John MiltonJohn Milton
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1

Introduzione

Paradiso perduto Poema epico di John Milton in versi sciolti, pubblicato in dieci libri nel 1667 e poi suddiviso in dodici libri nella seconda edizione del 1674. L’opera, uno dei capolavori della letteratura inglese, ripercorre la vicenda biblica della cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre e, per estensione, affronta il tema della caduta di tutto il genere umano.

2

La caduta di Adamo ed Eva

Satana, precipitato da Dio nell’inferno, chiama a raccolta gli altri angeli ribelli e, insieme, decidono di vendicarsi di Dio seducendo la creatura da lui prediletta, l’uomo. Lo stesso Satana si offre volontario per compiere l’impresa e, salutato sulla porta dell’inferno dalla Morte e dal Peccato, attraversa il Caos e giunge sulla Terra, nel paradiso terrestre, dove rimane affascinato dal luogo e dalla bellezza di Adamo ed Eva. Dio, sapendo che Satana riuscirà a corrompere l’uomo, accetta che il proprio Figlio si sacrifichi per redimere l’umanità, poi invia l’angelo Raffaele ad avvertire Adamo ed Eva dell’arrivo di Satana. Raffaele spiega loro come Satana si sia ribellato a Dio per orgoglio e racconta la storia della creazione dell’universo e dell’uomo. Ma il mattino dopo, Satana, apparso a Eva sotto forma di serpente, riesce a tentare la donna, che mangia il frutto dell’albero della conoscenza e lo offre ad Adamo, il quale, pur spaventato, accetta. Dio invia il proprio Figlio a giudicare i peccatori: Eva viene condannata a partorire nel dolore e a sottomettersi all’uomo, Adamo dovrà lavorare duramente per sfamarsi e il serpente sarà costretto a strisciare per sempre nella polvere. Satana, intanto, tornato vittorioso all’inferno, scopre che tutti gli angeli ribelli (e anche lui stesso) sono stati trasformati in rettili orrendi. Adamo ed Eva, pentiti, chiedono perdono a Dio, il quale promette che non abbandonerà l’uomo nelle mani di Satana ma invierà suo Figlio sulla Terra per salvarlo. L’angelo Michele, dopo aver predetto ad Adamo il destino dell’umanità prima della redenzione (ossia la storia del popolo ebraico da Noè alla nascita di Cristo) accompagna Adamo ed Eva fuori dal paradiso terrestre.

3

Una giustificazione della legge divina

Nella poesia sublime del Paradiso perduto Milton trasferisce la sua vasta ed eterogenea cultura (dai classici greci e latini a Dante e Petrarca, alla Bibbia), insieme alla sua fede puritana e alla sua personale esperienza esistenziale di amante deluso, di genio consapevole del proprio valore, di uomo che si umilia di fronte a Dio. Adamo, che si lascia tentare per amore di Eva e a causa sua si perde per sempre, incarna l’amarezza del poeta nei confronti delle donne. Satana, del quale il Paradiso perduto offre un ritratto di straordinaria potenza, personifica l’orgoglio dell’individuo che si ribella alla tirannia divina. Nell’opera si afferma anche il valore di una fede eroica, che alla fine riconosce la sconfitta e la necessità del pentimento. Più ancora che nella trasgressione della coppia mitica e nella sua punizione, il fondamento teologico del poema risiede nella degradazione che l’angelo ribelle subisce e nella valorizzazione del libero arbitrio. Ma l’intenzione di Milton è quella di giustificare la legge divina agli occhi degli uomini – “to justify the ways of God to men”, secondo le stesse parole del poeta – insistendo sull’immancabile fallimento cui è destinata ogni ribellione.

I poeti romantici William Blake e Percy Bysshe Shelley videro nella figura di Satana il vero eroe del poema e simpatizzarono con la sua ribellione. Il Paradiso peduto di Milton ispirò l’oratorio La creazione (1798) di Joseph Haydn e il poemetto Endimione (1818) di John Keats.

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