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Introduzione; Decadimento beta meno; Decadimento beta più; Gli emettitori beta e l’equilibrio tra i nucleoni; L’importanza del neutrino; Cattura elettronica
Decadimento beta Forma di radioattività che comporta la trasformazione di un nucleo padre instabile in un nucleo figlio di numero atomico maggiore o minore di un’unità, attraverso l’emissione di un elettrone (o di un positrone) e di un antineutrino (o di un neutrino). Esistono infatti due forme di decadimento beta, chiamate rispettivamente beta meno e beta più. Entrambi i processi sono regolati dall’interazione debole, una delle quattro forze fondamentali della natura. La teoria del decadimento beta si deve a Enrico Fermi e risale al 1934.
Il decadimento beta meno consiste di fatto nella trasformazione di un neutrone in un protone, secondo la reazione: n → p + e- + ν’ Quindi, poiché l’antineutrino (l’antiparticella del neutrino) è privo di carica elettrica, un nucleo di numero di massa A e numero atomico Z si trasforma in un nucleo figlio che ha lo stesso numero di massa A e numero atomico Z + 1. Un tipico esempio di decadimento beta meno è quello che trasforma il carbonio 14 in azoto 14: 14C → 14N + e- + ν’ Questa forma di radioattività spiega il fatto che non si trovino nell’universo neutroni liberi, ossia slegati da altri nucleoni: qualunque neutrone, infatti, se emesso nel corso di qualche processo nucleare, decade spontaneamente dopo circa 12 minuti.
Il decadimento beta più consiste nella trasformazione di un protone di un nucleo instabile in un neutrone, con emissione di un positrone e di un neutrino elettronico: p → n + e+ + ν Poiché anche il neutrino, come l’antineutrino, è elettricamente neutro, attraverso questo tipo di decadimento un nucleo di numero di massa A e numero atomico Z si trasforma in un nucleo figlio che ha lo stesso numero di massa A, e numero atomico Z – 1. Un esempio di decadimento beta più è quello che trasforma il carbonio 11 in boro 11: 11C → 11B + e+ + ν Il decadimento beta più interessa solo protoni legati all’interno di nuclei, e non protoni liberi; come si è detto, infatti, il protone, a differenza del neutrone, è una particella stabile: è sostanzialmente il nucleo dell’idrogeno, l’elemento più abbondante nell’universo.
Il decadimento beta può essere visto come un sistema messo in atto da alcuni nuclei instabili per trovare il giusto equilibrio tra numero di neutroni e numero di protoni, quello che garantisce la stabilità. Per i nuclei leggeri (con A minore di 50) tale equilibrio è dato da un ugual numero di protoni e di neutroni; per i nuclei più pesanti, la stabilità è garantita invece da un piccolo eccesso di neutroni rispetto ai protoni. Spesso, i nuclei figli prodotti da altre forme di decadimento radioattivo, quali l’alfa e la fissione spontanea, vanno incontro a uno o più decadimenti beta successivi appunto per assumere la configurazione più stabile in termini di numero di nucleoni. Mentre per il decadimento alfa l’energia cinetica dei prodotti è ben definita, per il decadimento beta varia entro uno spettro continuo relativamente ampio. In altre parole, il nucleo figlio, l’elettrone e il neutrino si allontanano dal nucleo padre con energia cinetica variabile a seconda dei casi. Esistono infatti infiniti modi in cui l’energia liberata dal processo può essere ripartita tra tre particelle.
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