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Avanguardia (arte) Con riferimento al mondo delle arti figurative, costellazione di movimenti e gruppi la cui produzione si caratterizza per un intento di rottura e di innovazione nei riguardi del passato e dello stesso contesto artistico contemporaneo. Il termine viene comunemente impiegato al plurale per indicare correnti e fenomeni artistici affermatisi in Europa tra la fine del XIX secolo e i primi trent’anni del Novecento (le cosiddette avanguardie storiche): in particolare, simbolismo, cubismo, fauvismo, surrealismo, espressionismo, futurismo, costruttivismo, suprematismo, neoplasticismo, dadaismo. La nozione di avanguardia, tratta dall’ambito militare, sottintende una concezione eroica dell’artista – visto come colui che marcia in prima fila davanti alla massa, indicandole la via – e suggerisce una visione progressista della storia (dell’arte e dell’umanità tutta), che si evolverebbe per rotture successive, attraverso scontri e rivoluzioni. L’artista avanguardista mette in discussione il modello accademico (vedi Arte accademica) e si prefigge di ricercare nuovi modi espressivi e nuovi soggetti estetici, abbandonando definitivamente gli antichi canoni. L’avanguardia cozza quindi per la sua stessa intrinseca natura contro l’establishment artistico, che da parte sua si arrocca in difesa delle regole e delle tecniche consolidate, negando ai manufatti che non vi si adeguano la qualità di “opera d’arte”. Terreno principale di scontro, nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, fu il principio della figurazione (vedi Arte figurativa), fino ad allora considerato alla base del fare artistico: la critica radicale mossa dagli artisti delle avanguardie, nel momento in cui svincolò l’arte dalla necessità di “riprodurre” qualcosa di riconoscibile, aprì la strada agli spazi inesplorati dell’astrazione, dai quali ogni possibile ritorno al concreto e alla realtà si sarebbe compiuto solo con una nuova e diversa consapevolezza.
I movimenti avanguardisti, nelle arti figurative come pure nella letteratura, nel teatro, nella musica e nel cinema, si accomunano per alcuni presupposti d’ordine teorico. Innanzitutto, la loro azione mira a proporre forme d’espressione inedite, adottando strategie d’intervento che subordinano la dissacrazione e la distruzione a un progetto ideologico. L’avanguardia attribuisce all’arte uno scopo, un fine ultimo, che verrebbe raggiunto attraverso una continua ridefinizione della propria stessa natura. Questa posizione teorica trova la sua origine nell’idealismo tedesco e si accompagna all’utopia di una possibile estetizzazione della realtà, poiché il nuovo artista “esprime non l’illusione, ma la realtà reale” (Malevič). Auspicando una piena compenetrazione tra arte e vita, gran parte delle avanguardie storiche (soprattutto costruttivismo e futurismo) guardarono con fiducia al progresso tecnico, considerato parallelo a quello sociale e artistico. Grazie alle innovazioni tecniche, la modernità rendeva infatti possibile una nuova percezione del mondo e partecipava così, ad esempio, della nascita dell’astrazione pittorica. Infine, alcuni movimenti artistici d’avanguardia (in primo luogo quelli russi, dal costruttivismo al suprematismo) stabilirono un legame tra programma artistico e rivoluzione sociale, proponendosi di cooperare alla trasformazione dell’umanità.
L’esperienza delle avanguardie storiche fu ripresa nel secondo dopoguerra da vari movimenti europei e statunitensi, nell’ansia di rinnovamento che caratterizzò quegli anni (Arte informale, Espressionismo astratto, Arte concreta, Pop Art, Op-Art). Centro d’interesse fu ancora la riflessione sulla natura dell’arte e più in particolare sulla sua rilevanza sociale, condotta sia attraverso un fervido lavoro teorico, sia mediante la pratica artistica, nutrita spesso di ironia e autoreferenzialità. Operando all’interno dei moderni meccanismi della produzione e del commercio di massa, molti artisti mirarono a denunciare le mitologie della modernità e l’industria culturale come responsabili dell’alienazione sociale dell’uomo. Il comune impegno e il coraggio provocatorio di tante iniziative furono notevoli, e tuttavia nessuno di questi movimenti ebbe un impatto sociale e culturale di portata paragonabile a quella delle avanguardie storiche, sì che il significato della loro azione si limitò generalmente all’ambito teorico e programmatico. Più importante è stato, nel senso dell’innovazione, l’impatto dei nuovi mezzi di comunicazione, che hanno influito sensibilmente sui modi dell’espressione artistica.
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