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Introduzione; Preparazione della lastra; Esposizione; Sviluppo e fissaggio; Pregi e difetti; Fortuna
Dagherrotipo Immagine fotografica positiva, ottenuta attraverso il processo della dagherrotipia, messo a punto da Louis-Jacques Daguerre a partire dal 1837 e presentato ufficialmente il 19 agosto 1839 all’Académie des Sciences e all’Académie des beaux-arts di Parigi riunite, con un discorso del fisico e deputato François Arago. Il brevetto fu poi acquistato dallo stato francese.
Il dagherrotipo viene realizzato su una lastra di rame, placcata d’argento e accuratamente lisciata. La superficie così ottenuta è resa fotosensibile da un’immersione in vapori di iodio, che reagendo con l’argento danno luogo a ioduro d’argento. Una volta preparata, la lastra deve essere utilizzata entro un’ora, altrimenti si deteriora.
Esposta ai raggi luminosi, la superficie trattata ne resta impressionata: nelle zone colpite dalla luce i cristalli di ioduro d’argento si trasformano in argento metallico, formando l’immagine latente. Perché si abbia un’immagine sufficientemente definita, il tempo di posa deve essere abbastanza lungo: nei primi esperimenti, circa 15 minuti.
Segue lo sviluppo, in un bagno di vapori di mercurio, entro una camera oscura: laddove è presente l’immagine latente, il mercurio fonde con l’argento e forma un deposito biancastro che corrisponde alle parti chiare dell’immagine. Nella successiva fase del fissaggio, una soluzione di sale da cucina (sostituito più tardi da iposulfito di sodio) scioglie lo ioduro d’argento non colpito dalla luce, lasciando scure le zone d’ombra dell’immagine.
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