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Villa Farnesina, Roma Storico palazzo romano, costruito da Baldassarre Peruzzi tra il 1509 e il 1511, famoso per le decorazioni ad affresco eseguite da grandi maestri del tardo Rinascimento, tra cui Raffaello, lo stesso Peruzzi, il Sodoma, Sebastiano del Piombo, Giovanni da Udine, Giulio Romano.
Situato nel quartiere di Trastevere, nei pressi di Porta Settimiana, l’edificio fu commissionato dal banchiere senese Agostino Chigi (da cui la frequente denominazione di Villa Chigi), che volle parimenti trasformare il terreno circostante in splendidi giardini. Luogo di feste e incontri mondani, cui partecipavano cardinali, diplomatici, principi, artisti e letterati e sovente interveniva lo stesso papa Leone X, la villa fu lascita in rovina dopo la morte di Chigi. Nel 1577 la comprò Alessandro Farnese e da allora venne chiamata Farnesina. Passata ai Borbone nel 1714, quando Elisabetta Farnese andò in sposa a Filippo V di Spagna, la villa fu quindi proprietà del Regno delle Due Sicilie e poi del Regno di Napoli. Lo stato italiano la acquistò nel 1927 dagli eredi dell’ultimo proprietario, l’ambasciatore spagnolo Bermudez de Castro di Ripalta. Dal 1944 la Farnesina appartiene all’Accademia nazionale dei Lincei, che ha sede nell’antistante Palazzo Corsini; attualmente ospita il Gabinetto nazionale delle stampe.
La villa, che divenne il prototipo delle residenze suburbane fino al XVIII secolo, presenta una pianta a forma di U, con grande corpo centrale aperto inferiormente in una loggia e due avancorpi laterali corti e massicci. Le facciate presentano una netta divisione orizzontale, che distingue due ordini dorici, e sono scandite da paraste, entro cui si inquadrano le ampie finestre rettangolari. In alto, un elegante fregio a festoni e putti corre sotto la cornice.
Al piano terra, la Loggia di Psiche prende nome dal raffinato ciclo di affreschi eseguiti sulla volta da artisti della scuola di Raffaello, dedicati alla favola di Amore e Psiche (terminati entro il 1518). Le scene mitiche sono incastonate entro l’intreccio di un finto pergolato dipinto da Giovanni da Udine. Nella attigua sala, sulla parete più grande spicca il celebre affresco di Raffaello raffigurante il Trionfo di Galatea (1513 ca.). Al piano nobile si trova la sala detta delle Prospettive, decorata dal Peruzzi e aiuti con magnifici effetti di trompe-l’oeil, e la camera da letto affrescata dal Sodoma con Storie della vita di Alessandro Magno (1516-1518).
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