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Risultati di Windows Live® Search Salon Esposizione ufficiale d’arte di Parigi, allestita a partire dal XVII secolo fino alla metà del Novecento. Concepita come mostra dei lavori dell’Accademia reale, la manifestazione si svolse con cadenza irregolare (in media ogni due anni), in origine presso la galleria del Palais Royal e presso l’Hôtel Richelieu, in seguito nella grande Galerie del Louvre, infine – dal 1725 – presso il Salon Carré (da cui il nome). Dal XVIII secolo l’esposizione crebbe d’importanza, richiamando numerosi visitatori anche grazie all’opportunità offerta di visitare le immense collezioni reali. Fu introdotto un organismo di controllo sui lavori esposti, aumentò il numero degli artisti partecipanti e delle opere in mostra e dal 1791 fu consentito l’accesso anche a coloro che non facevano parte dell’Accademia reale; infine, nel 1798 fu istituita una giuria d’ammissione. Nel XIX secolo le esposizioni al Salon, fondamentali nella vita artistica del paese, assunsero sempre più funzione di difesa e promozione della cultura accademica, sovente ai danni delle innovazioni e sperimentazioni più feconde. Il primo a ribellarsi ai criteri e ai verdetti della giuria d’ammissione, sentiti come restrittivi e conservatori, fu Gustave Courbet che, a partire dal 1855, promosse una serie di esposizioni parallele cui diede il nome di Pavillon du Réalisme. Nel 1863 fu la volta degli impressionisti che, esclusi in blocco dalle selezioni, parteciparono con orgoglio al neonato Salon des Refusés: non ottennero il favore del pubblico, ma si avvantaggiarono enormemente dell’iniziativa per i numerosi contatti stretti con giovani artisti, molto fecondi per la pittura francese di fine Ottocento. Nel 1884 furono Georges Seurat, Paul Signac, Camille Pissarro (tra gli altri) a ribellarsi alla severità della giuria, istituendo il Salon de la Société des artistes indépendants, che organizzò nel corso degli anni, oltre a esposizioni senza “né giurie, né premi”, importanti personali di Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Cézanne, dei nabis, dei cubisti e di altre personalità delle avanguardie. Nel 1900 la sede del Salon fu trasferita al Grand Palais; nel 1903 le correnti artistiche che non vi si riconoscevano fecero nascere il Salon d’Automne, trasformato nel 1923 nel Salon des Tuileries. Dopo la seconda guerra mondiale il ruolo del Salon andò scemando fino a esaurirsi, offuscato dall’importanza di altre manifestazioni e dal crescente peso delle gallerie private.
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