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Risultati di Windows Live® Search Social cognition Indirizzo di pensiero, nato negli Stati Uniti d’America, che si propone di studiare il comportamento sociale con i metodi dello human processing, cioè del cognitivismo. Lo human processing studia i processi mentali considerandoli come operazioni simili a quelle effettuate dai computer, che elaborano l’informazione secondo la sequenza input-elaborazione-output. Analogamente l’uomo è visto come elaboratore e trasformatore di informazioni. Concetti centrali della teoria sono la categoria, lo schema e lo script, che dirigono tutte le operazioni di scambio dell’informazione tra l’individuo e l’ambiente. La categoria, secondo Jerome Bruner, è un insieme di dati riguardanti eventi riuniti nello stesso gruppo in quanto simili sotto qualche aspetto. La percezione è condizionata da queste categorie mentali in base alle aspettative e ai bisogni della persona. Le informazioni che giungono alla mente vengono selezionate secondo i criteri della categoria. Lo schema è una concezione generale che le persone hanno a proposito degli eventi e delle situazioni. Lo schema si costruisce in base all’esperienza; esso costituisce una semplificazione rispetto alla realtà e serve quando l’informazione è carente o quando è in eccesso e l’individuo non può sprecare tempo per integrarla. Questa operazione è necessaria perché la mente è incapace di assimilare i numerosi stimoli che riceve e deve, quindi, attuare una selezione. Lo schema funziona come un filtro che regola e orienta l’esperienza; di conseguenza lo schema non rappresenta una definizione, ma un’organizzazione di conoscenze. La social cognition si occupa di studiare in particolare tre tipi di schemi: gli schemi di persona, fondati o su tratti del carattere attribuiti a dei prototipi o su descrizioni di soggetti particolari; gli schemi di ruoli corrispondenti ai ruoli professionali o sociali e gli schemi di eventi, definiti anche script, cioè copione, sceneggiatura. Gli script si riferiscono a situazioni sociali comuni come, ad esempio, andare dal medico o andare al ristorante e sono costituiti da insiemi di eventi che si svolgono secondo sequenze predefinite. Ad esempio lo script dell’andare al ristorante prevede vari momenti (entrare, ordinare, mangiare, uscire) distinti in azioni più specifiche (entrare, guardare i tavoli, andare al tavolo, sedersi ecc.). Lo script è, quindi, un copione che prepara il comportamento adeguato in determinate situazioni. Gli schemi guidano il processo di rappresentazione mentale del mondo e, perciò, di conoscenza, attraverso dei meccanismi automatici determinati fondamentalmente da tre elementi: la vivezza, la salienza, l’accessibilità. La vivezza è una caratteristica dello stimolo e dipende dall’interesse emotivo suscitato dallo stimolo stesso, dalla sua possibilità di richiamare immagini concrete e dalla sua vicinanza nel tempo e nello spazio. La salienza riguarda il rapporto tra stimolo e contesto: ad esempio i titoli di giornale più evidenti rispetto agli altri. Si riferisce anche alla risonanza emotiva e alla novità dello stimolo. L’accessibilità riguarda il fatto che uno stimolo viene ricevuto più agevolmente se è riconducibile a uno schema.
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