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Pedogenesi Processo di formazione e di evoluzione del suolo, originato dall’alterazione che diversi fattori, detti pedogenetici, operano su una roccia madre; determina la comparsa di sostanze minerali solubili utilizzabili dalle piante e, di conseguenza, rende possibile l’insediamento della vegetazione sul substrato.
Il processo pedogenetico avviene per stadi successivi, strettamente interconnessi fra di loro, che portano alla formazione del suolo maturo, caratterizzato da strati orizzontali detti orizzonti.
Il primo stadio è costituito dalla disgregazione meccanica, esercitata da agenti di natura fisica, e conduce alla frantumazione della roccia madre in ciottoli; ciò aumenta la superficie dei detriti rocciosi e facilita l’azione dei fattori chimici e biologici che intervengono nello stadio successivo, la decomposizione chimica. Questa fase determina un ulteriore sminuzzamento del materiale roccioso e, soprattutto, una profonda modificazione della composizione del substrato e la solubilizzazione di sostanze minerali. Nello stadio seguente si verifica il fenomeno della lisciviazione, per cui una parte dei sali minerali solubili percola negli strati più profondi del suolo, per effetto dell’infiltrazione delle acque meteoriche o di falda dall’alto verso il basso; la conseguenza della lisciviazione è che una frazione minerale non è più disponibile per l’assorbimento da parte delle piante, e il terreno risulta meno fertile, cioè meno adatto a sostenere la crescita della vegetazione. I composti colloidali, rappresentati dalle argille e dall’humus, hanno la proprietà di legare i sali minerali e, quindi, di limitare il fenomeno della lisciviazione; in tal modo, esercitano un’azione positiva nei confronti del terreno, migliorandone la fertilità. L’erosione della superficie del suolo costituisce una tappa ulteriore della pedogenesi; in relazione alla pendenza del terreno e al suo grado di coesione, agenti di natura fisica (vento e acqua) tendono ad asportare lo strato più superficiale, che è quello più fertile, e in tal modo degradano il suolo.
Nell’evoluzione successiva del terreno, assumono un ruolo fondamentale i viventi. I primi organismi che vi si insediano (o, in altri termini, che colonizzano il suolo) sono detti pionieri per la loro capacità di svilupparsi in un habitat in cui altri organismi, con maggiori esigenze nutritive, non potrebbero sopravvivere. Tipici pionieri sono i batteri, i licheni, i muschi, le alghe unicellulari e i funghi; utilizzando le sostanze minerali solubili presenti nel substrato, rilasciandone altre derivanti dalle loro attività metaboliche e, infine, accumulandosi sulla superficie al termine del loro ciclo vitale, questi organismi modificano la composizione dello strato superficiale del suolo, arricchendolo di sostanza organica; in tal modo, favoriscono l’insediamento di altri vegetali e, con essi, degli organismi animali che da questi dipendono. Ha origine una successione ecologica che tende alla condizione di climax, cioè all’equilibrio fra tutti i suoi componenti (in particolare, il suolo, gli organismi, il clima).
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