![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Ovinicoltura Allevamento e cura delle specie animali del genere Ovis e del genere Capra, appartenenti alla sottofamiglia dei caprini.
Dalla pecora si ottengono carne, lana e latte; il suo allevamento è particolarmente diffuso nelle aree in cui abbondano i pascoli e dove si pratica un tipo di agricoltura estensiva, come in America del Sud e in Oceania. Nei paesi caratterizzati da un’agricoltura intensiva, invece, l’allevamento ovino ha subito un evidente declino. Il paese con il maggior patrimonio ovino è la Cina, seguito da Australia e India. In Italia l’allevamento ovino è calato fortemente nelle regioni settentrionali e centrali, mentre nelle isole tale tipo di attività è tuttora radicato. La regione italiana con più capi è la Sardegna, seguono il Lazio, la Sicilia e la Toscana. Le forme di allevamento praticate sono la transumanza, l’allevamento stanziale e l’allevamento a stabulazione permanente. Nel caso della transumanza, caratteristica dell’Italia peninsulare, le greggi rimangono in pianura dal mese di ottobre a maggio, vengono tosate in giugno e trasferite nelle zone appenniniche con viaggi che durano una decina di giorni; nelle zone alpine, gli ovini pascolano in montagna nei mesi estivi, e rimangono in collina e in pianura in autunno e in inverno. L’allevamento stanziale è praticato nell’Italia centro-meridionale e prevede la permanenza dei capi in azienda e l’alimentazione tramite foraggi e sottoprodotti. Infine, l’allevamento a stabulazione permanente è indicato per le zone in cui vi è un’agricoltura intensiva. La produzione di latte è tipica delle zone mediterranee; le razze specializzate in tal senso sono: la Sarda, la Lacaune, la Churra; Russia, Iran e Turchia sono ottimi produttori di latte di pecora. In Italia, il latte di pecora rappresenta il prodotto per eccellenza dell’allevamento degli ovini. Nelle razze specializzate per la produzione di latte, la produzione media per capo all’anno è di circa 100 kg; il latte ovino, rispetto a quello vaccino, contiene meno acqua ed è più ricco in proteine e grassi. In Italia si producono il pecorino romano, il pecorino toscano e il pecorino sardo, mentre in Francia dal latte della razza Lacaune si ottiene il Roquefort. La produzione di carne è concentrata in paesi dell’Europa quali l’Inghilterra e la Scozia e in Oceania. Si consuma in prevalenza la carne di agnello; l’agnello da latte, o abbacchio, viene macellato a un peso di 10 kg circa, dopo essere stato alimentato esclusivamente con latte. Gli animali maggiormente consumati sono gli agnelloni macellati a sei-otto mesi. La lana della pecora si ottiene dal suo vello, formato da fibre elastiche e resistenti e da fibre rigide che costituiscono la cosiddetta giara. La produzione mondiale di lana è concentrata in Australia e Nuova Zelanda. Si distinguono lane fini, brevi e lunghe, lane da tappeto, lane per la produzione di materassi. Le razze da lana più diffuse e popolari sono: la Merino, caratterizzata da animali di dimensioni ridotte che danno una lana assai fine, con produzioni fino a 8 kg di lana per un capo maschio adulto; la Rambouillet, derivante dalla precedente razza, che è caratterizzata da una finezza media della lana e possiede una buona attitudine per la produzione di carne; la Lincoln, razza di grossa mole. Southdown, Hampshire, Oxford, Suffolk, Ile de France sono razze da carne; mentre importanti razze da latte sono la Lacaune in Francia, la Chios in Grecia, la Frisia in Olanda, la Sarda, la Siciliana e la Comisana in Italia. Esistono poi razze con più attitudini: la Bergamasca e la Gentile di Puglia sono allevate per la carne e la lana; la Sopravvissana è allevata in Italia centrale per lana, carne e latte, così come la Leccese e l’Altamurana. La razza Karakul, allevata in Afghanistan, è utilizzata per la produzione di pellicce.
La capra presenta diverse affinità con la pecora: è un ruminante il cui vello è formato da peli lunghi. Il suo allevamento è diffuso nelle zone con gravi difficoltà ambientali: è presente nelle zone desertiche, nelle steppe, nelle savane. La capra possiede una forte adattabilità, è un animale rustico e sopravvive in condizioni estreme. Le razze caprine si dividono in europee (Alpina, Saanen, Girgentana, ecc.), africane (Maltese, Nubia) e asiatiche (d’Angora); l’allevamento è diffuso soprattutto in Asia, in Africa e nel bacino del Mediterraneo. In Italia l’allevamento caprino è concentrato in Sardegna, Calabria e Sicilia. In queste regioni viene praticato soprattutto l’allevamento brado o semibrado, anche se esistono allevamenti dotati di ricoveri e forme di stabulazione per gli animali. La produzione di latte è sicuramente l’attività precipua dell’allevamento caprino, mentre di secondaria importanza è la produzione di carne e di pellame. Di alcune razze si utilizza il pelo; per questo impiego sono particolarmente pregiate le razze d’Angora e la Kashmir.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |