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Lavorazione del terreno

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Preparazione di un terreno di colturaPreparazione di un terreno di coltura
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Introduzione

Lavorazione del terreno In agronomia, operazioni meccaniche mediante le quali il suolo viene reso adatto a ospitare le colture. In particolare, le lavorazioni creano o migliorano la struttura del terreno; ne aumentano la permeabilità e l’aerazione; distruggono le erbe infestanti; favoriscono l’immagazzinamento dell’aria; modellano la superficie del terreno e consentono l’interramento dei residui colturali.

Intervenendo sulle caratteristiche fisiche e meccaniche del terreno, le lavorazioni permettono di raggiungere una stabilità strutturale che rappresenta uno degli aspetti necessari al mantenimento della sua fertilità. Un terreno, infatti, può essere definito fertile quando riesce a sostenere la crescita della vegetazione, ovvero quando possiede sostanze nutritive adeguate alle necessità delle specie vegetali presenti (fertilità chimica), caratteristiche di tessitura, struttura e porosità che favoriscono la crescita delle piante (fertilità fisica) e, inoltre, un patrimonio di organismi detritivori e decompositori che operano incessantemente la trasformazione della sostanza organica in composti minerali, rendendo possibile il ciclo degli elementi (fertilità biologica). Le lavorazioni, dunque, intervengono sulla fertilità fisica.

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Lavorabilità del terreno: coesione, adesione, plasticità

La lavorazione di un terreno non può essere effettuata in qualsiasi condizione climatica o su qualsiasi substrato; tutte le operazioni dovrebbero essere eseguite quando il terreno possiede caratteristiche di coesione, adesione e plasticità tali da non ostacolare il passaggio e l’azione delle macchine, ovvero quando il terreno è definito “in tempera”.

La coesione definisce la capacità delle particelle del suolo di mantenersi legate l’una all’altra; questo parametro è tanto maggiore quanto più elevata è la quantità di colloidi presenti; aumenta al diminuire dell’umidità del terreno. I terreni argillosi sono quelli che presentano maggiore coesione. L’adesione corrisponde alla capacità delle particelle di attaccarsi agli attrezzi di lavorazione; è maggiore quanto più elevata è l’umidità del suolo. La plasticità è la proprietà per cui il suolo mantiene in modo permanente le deformazioni prodotte dalle sollecitazioni meccaniche degli strumenti agricoli; è maggiore nei terreni ricchi di argilla, minore in quelli in cui vi è molta sostanza organica.

Qualora il terreno non fosse in tempera, in caso di terreno eccessivamente secco, a uno stato non plastico e con una elevata coesione, gli attrezzi verrebbero usurati e vi sarebbe un eccessivo consumo di energia; in caso di terreno molto umido, invece, vi è una elevata adesione e gli organi lavoranti creerebbero un costipamento del terreno; in caso di terreno bagnato in modo non omogeneo, potrebbe verificarsi il calo della resa della coltura. Lo stato di tempera di un terreno può essere determinato in modo empirico manipolandone una piccola quantità in modo da ottenere un piccolo cilindro lungo 10-15 cm che, poggiato su una superficie, non si impasta tra le dita e non si rompe.

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Tipi di lavorazione

Si distinguono lavori di messa a coltura, come il disboscamento, lo spietramento, il dissodamento; lavori preparatori principali (scasso, aratura); lavori preparatori complementari, quali l’estirpatura, la fresatura, l’erpicatura; lavori consecutivi, quali l’erpicatura, la sarchiatura, la rincalzatura, la rullatura.

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Lavori di messa a coltura

I lavori di messa a coltura vengono eseguiti in terreni incolti o non coltivati da lungo tempo. Il disboscamento consiste nella rimozione della parte aerea e delle radici di alberi e cespugli, mediante estirpatori ed eventualmente servendosi del fuoco per rimuovere la vegetazione erbacea perenne. Lo spietramento ha lo scopo di rimuovere e dissotterrare massi presenti nel terreno e di frantumare le pietre più piccole. Con il dissodamento si effettua un’aratura profonda fino a 80 cm che rimescola gli strati del terreno e interra i residui vegetali della cotica erbosa eventualmente presente, arieggia e riporta verso la superficie gli strati inerti profondi.

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