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Risultati di Windows Live® Search Strassmann, Fritz (Boppard 1902 – Magonza 1980), chimico tedesco. Conseguito il dottorato presso il Politecnico di Hannover nel 1929, lavorò al fianco di Otto Hahn e Lise Meitner a esperimenti di radioattività presso il Kaiser Wilhelm Institut di Berlino. Nel 1938, poco dopo la partenza di Lise Meitner, riparata in Svezia per sfuggire alle persecuzioni naziste, Hahn e Strassmann giunsero alla scoperta della fissione nucleare: bombardando un campione di uranio con un fascio di neutroni termici (di bassa energia), ottennero la rottura dei nuclei di uranio in due frammenti. La spiegazione teorica del fenomeno fu fornita proprio da Lise Meitner e da suo nipote Otto Frisch, sulla base di un modello teorico di nucleo atomico noto come “modello a goccia”. L’anno dopo Hahn e Strassmann suggerirono che tra i prodotti della fissione nucleare potessero esserci anche dei neutroni secondari; l’ipotesi si rivelò essenziale per la realizzazione della prima reazione di fissione nucleare a catena controllata, conseguita nel 1942 da Enrico Fermi, e per il suo successivo sfruttamento in applicazioni belliche e pacifiche. Tra il 1945 e il 1953 Strassmann diresse il Dipartimento di Chimica del Max Planck Institut di Magonza. È suo anche il contributo alla messa a punto di metodi di datazione delle rocce, con l’invenzione della tecnica del rubidio-stronzio, basato sulla misura della concentrazione, nel campione da datare, di nuclei radioattivi decaduti e non. Nel 1966, insieme a Otto Hahn e Lise Meitner, ricevette il prestigioso Enrico Fermi Award per i suoi studi di chimica nucleare, culminati nella scoperta della fissione.
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