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Risultati di Windows Live® Search Nash, John Forbes Jr (Bluefield, West Virginia 1928), matematico statunitense. Studiò presso il Carnegie Institute of Technology, laureandosi in matematica nel 1948. Nel 1950 conseguì il dottorato all’Università di Princeton, con una tesi sulla teoria dei giochi non collaborativi che molti anni dopo, nel 1994, gli avrebbe valso il Premio Nobel per l’economia. Dopo un anno trascorso a Princeton, si trasferì al MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, dove insegnò dal 1951 al 1959. In questo periodo si dedicò alla ricerca in diversi campi della matematica: in quello della teoria delle varietà algebriche reali, della geometria differenziale e delle equazioni differenziali ellittiche e paraboliche; i brillanti risultati ottenuti in quest’ultimo campo furono tuttavia oscurati da quelli raggiunti parallelamente a Pisa dal matematico italiano Ennio De Giorgi. Nel 1959 Nash fu costretto ad abbandonare l’attività universitaria a causa di disturbi mentali che presto furono riconosciuti sintomi di una forma di schizofrenia paranoide. Trascorse i successivi trent’anni alternando periodi di lucidità e malattia mentale. Ritornato a fare ricerca negli anni Ottanta, oggi svolge la sua attività presso l’Università di Princeton. Nel lavoro premiato dal Nobel, Nash perfezionò la teoria economica dei giochi, definita pochi anni prima da John von Neumann e Oskar Mongestern. Il suo contributo migliorò l’applicabilità della disciplina alla ricerca economica: fu lui a introdurre la distinzione tra giochi cooperativi e non cooperativi – questi ultimi essendo quelli che mancano di collaborazione e accordi strategici tra i partecipanti, e fu ancora lui a definire il concetto di punto di equilibrio, oggi noto come “equilibrio di Nash”, che rappresenta la soluzione dei giochi non collaborativi. Nash condivise il Premio Nobel con l’economista statunitense di origine ungherese John C. Harsanyi e con il matematico tedesco Reinhard Selten, che indipendentemente perfezionarono i concetti da lui introdotti nella teoria dei giochi non collaborativi.
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