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Massud, Ahmed Shah

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Ahmed Shah MassudAhmed Shah Massud

Massud, Ahmed Shah (Valle del Panshir 1956-2001), capo militare e uomo politico afghano. Di etnia tagika, Massud nacque nella provincia di Parwan, nella valle del Panshir. Figlio di un ufficiale dell’esercito afghano, compì gli studi a Kabul, dove si avvicinò ai movimenti politici di ispirazione islamica. Rifugiatosi in Pakistan nel 1974, per sfuggire alla repressione scatenata dal nuovo regime repubblicano di Muhammad Daud, entrò nel Jamiat-i-Islami (Società islamica). Abile e rispettato comandante, a partire dal 1979, dalle sue basi nel Panshir, condusse una logorante guerriglia ai danni delle truppe sovietiche, di cui respinse molte offensive guadagnandosi il soprannome di “Leone del Panshir” (vedi Guerra dell’Afghanistan).

Nel 1992, dopo la caduta del regime di Muhammad Najibullah, diventò ministro nel governo di Burhanuddin Rabbani, che continuò a sostenere nella violenta lotta per il potere scoppiata tra le diverse fazioni dei mujaheddin. Costretto nuovamente nel 1996 a lasciare Kabul dall’avanzata dei taliban, si ritirò in Panshir, dove organizzò un’efficace resistenza al nuovo regime. Nel 1999 fu il principale artefice della riunione delle residue forze mujaheddin nell’Alleanza del Nord, per la quale chiese sostegno ai paesi occidentali nell’estate 2001, durante il suo primo viaggio in Europa. Rientrato in Afghanistan, il 9 settembre 2001 rimase vittima di un attentato suicida compiuto probabilmente da sicari di Osama Bin Laden.

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