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Risultati di Windows Live® Search Meandro Ansa profonda, ampia e regolare del corso di un fiume. Il termine è mutuato dal Büyük Menderes (Grande Menderes), fiume della Turchia caratterizzato da un percorso tortuoso. Esistono due tipologie di meandri: i meandri divaganti e i meandri incassati. I primi, caratteristici dei fiumi che percorrono vaste pianure alluvionali (Po, Ticino, Danubio), serpeggiano nell’alveo fluviale principale indipendentemente dal tracciato della valle, incidendo solo marginalmente la pianura circostante; i secondi, caratteristici dei corsi d’acqua che scorrono in valli di montagna e gole (Trebbia, Tago, Mosella), incidono le rocce dure sottostanti; le valli descrivono sovente, in questo caso, le stesse curvature del fiume. Un fiume a meandri sviluppa molto raramente una successione di anse sinuose su lunghe sezioni; un susseguirsi di meandri si alterna solitamente con tratti rettilinei o poco tortuosi. Un meandro presenta una riva concava e una riva convessa, soggette a processi di sedimentazione ed erosione determinati dalla corrente. Quando, in occasione di una piena, la corrente del fiume rompe gli argini e quest’ultimo rettifica il suo alveo, si forma un’ansa abbandonata, denominata meandro morto, che poco a poco si trasformerà in un laghetto o in una palude.
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