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Nisida

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Nisida Isola del mar Tirreno, compresa nel gruppo delle isole Partenopee. Antico cono vulcanico di forma circolare, con una superficie di 0,7 km², l’isola chiude a est la baia di Pozzuoli ed è collegata alla collina di Posillipo tramite un lungo pontile. Il suo nome deriva da nesis, che in greco significa “piccola isola”. Centro principale è Porto Paone.

La rigogliosa vegetazione mediterranea, che conserva quasi intatte le sue risorse naturali grazie anche al divieto di accesso ai mezzi motorizzati, è costituita prevalentemente da olivi e viti; la fauna locale include il cinghiale, la volpe e diverse specie di uccelli migratori. Ricca la fauna ittica. L’isola ospitava nell’antichità la villa di Marco Giunio Bruto, il cui sito sembrerebbe essere stato individuato nell’area occupata successivamente dal palazzo del Piccolomini (XVI secolo).

Ceduta alla Chiesa napoletana nell’alto Medioevo, nel 1559 Nisida venne acquistata da Giovanni Piccolomini, duca di Amalfi, che vi eresse un palazzo divenuto in seguito un penitenziario. Nel XVII secolo fu luogo di raccolta e smercio di bottini pirateschi e, col dilagare della peste, ospitò il Lazzaretto di Posillipo. Nel 1814, in seguito all’interessamento di Gioacchino Murat, l’isola divenne una riserva di caccia. Il penitenziario, che ospitò tra gli altri Luigi Settembrini, venne soppresso nel 1933 e riconvertito in Casa di rieducazione per minorenni nel 1948. Dal 1945 al 1961 fu sede dell’Accademia dell’Aeronautica Militare.

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