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Risultati di Windows Live® Search MART o Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Polo culturale e museale allestito nel nuovo edificio polifunzionale di Rovereto progettato dall’architetto Mario Botta e nella sede distaccata di Palazzo delle Albere a Trento. Aperto al pubblico il 15 dicembre 2002, è dedicato prevalentemente all’arte italiana del Novecento (vedi Arte contemporanea), con una cospicua sezione dominata dal futurismo e dalla produzione del trentino Fortunato Depero. Il grande complesso di cemento armato sorretto da pilastri, disegnato da Botta a partire dal 1988 e realizzato dal 1997 con la collaborazione dell’ingegnere Giulio Andreolli, copre una superficie totale di 14.500 m², dei quali 5600 m² sono riservati alle mostre temporanee, 3300 m² all’auditorium, 1165 m² alla biblioteca e agli archivi. Sono inoltre a disposizione del pubblico un fornito bookshop, una caffetteria, una capiente sala congressi. Particolare è l’area di accesso, sovrastata da un’enorme cupola in acciaio e vetro aperta in parte sul cielo, secondo il suo creatore ispirata al Pantheon di Roma. La filosofia espositiva del Mart si impernia sull’idea di utilizzare opere importanti delle collezioni permanenti (circa 7000 pezzi) e dei “prestiti” a lunga durata di istituzioni internazionali e di collezionisti privati (che illustrano le avanguardie storiche europee e i contemporanei movimenti statunitensi) accostandole ad altri pezzi di volta in volta ricercati, studiati e scelti in base al tema della mostra: le opere vengono quindi distribuite in ambienti diversi, ciascuno organizzato attorno a un tableau drapeau (“quadro-manifesto”). In corso di restauro è la Casa Museo Depero (o Casa d’Arte Futurista), fondata nel 1919 a Rovereto da Depero e dalla moglie Rosetta, che fu straordinario laboratorio di arti applicate, dalla ceramica all’arredo, dall’architettura alla creazione di scenografie e costumi teatrali, dalla grafica al design alla moda, dalla progettazione di giocattoli alla legatoria libraria. Gran parte delle oltre 3000 opere lasciate da Depero alla sua città d’adozione (tra cui i dipinti I miei balli plastici, 1918; Rotazione di ballerina e pappagalli, 1917-18; Movimento d’uccello, 1916) si trova attualmente negli archivi del Centro internazionale di studi sul futurismo (Cisf), al piano interrato della struttura firmata da Botta, insieme a importanti pezzi di Balla, Prampolini, Severini, Carrà, Thayaht, Di Bosso, Dottori, Fillia, Iras Baldassari, Crali, Vittore Grubicy, Marinetti e altre fondamentali personalità dell’arte italiana della prima metà del Novecento. Tra le attività coordinate dal Mart spiccano inoltre l’editoria d’arte e l’organizzazione di convegni.
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