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  • in mostra a Trapani: Carla Accardi 1947-1997

    Città di Trapani Laboratori Officina Chiesa della Badia Grande Laboratori Officina . Trapani 21 marzo : 19 aprile 1998 informazioni sulla mostra

  • accardi.htm

    Marchiori, Carla Accardi, in "La Fiera Letteraria", n. 4, Roma. 1956. A. Joufroi, Accardi, in "Les Arts", Parigi. 1957. M. Tapié, Carla Accardi, in "I ...

  • Carla Accardi - Integrazione - Mart

    Scheda dell'opera di Carla Accardi - Integrazione. Trova tutte le informazioni sulle opere in esposizione al Mart.

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Accardi, Carla

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Accardi, Carla (Trapani 1924), pittrice italiana, nota soprattutto per la produzione astratta. Nel 1947 firmò, insieme al marito Antonio Sanfilippo e a Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato, Ugo Attardi e Mino Guerrini il manifesto della pittura astratta italiana Forma Uno, di contenuto ideologico marxista, da cui derivò l’omonimo gruppo (vedi Forma Uno).

Esordì con dipinti caratterizzati da una sorta di purismo geometrico, espresso in costruzioni di linee rette intersecate. Accostatasi all’arte informale nei primi anni Cinquanta, le sue composizioni si ammorbidirono cedendo il passo a piccoli cerchi, vortici e virgole. La ricerca formale approdò, attraverso le serie di segni bianchi su fondi neri, a una vera e propria pittura segnica (o pittura-scrittura), che rimarrà sempre aliena da contenuti semantici. Nel 1952 espose presso la Galleria Origine, a Roma, in una collettiva cui parteciparono tra gli altri Matta Echaurren, Corrado Cagli, Mirko (Mirko Basaldella), Enrico Prampolini.

Dagli anni Settanta ampliò il proprio orizzonte espressivo spaziando tra pittura, scultura, design e architettura (famosa è la serie di “tende”, strutture abitabili aperte all’esplorazione dell’osservatore, che inducono a una riflessione sui concetti di nomadismo e di stanzialità). Nella produzione degli anni Ottanta e Novanta Carla Accardi riscopre il colore e la luce mediterranea: il segno, non più ideogramma di un enigmatico alfabeto, è ora al servizio di una figurazione essenziale, che richiama, per rigore compositivo, la pittura di Seurat.

Recentemente l’artista si è confrontata con grandi maestri del passato: risale al 2000 una luminosa rivisitazione delle tavole dedicate alla Madonna col Bambino del Giambellino, dove una leggera rete di segni, discreto rimando a sistemi di comunicazione “altri”, si sovrappone a un’immagine semplicissima, composta di campiture piatte nettamente delimitate.

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