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Casabella

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Casabella Rivista italiana di architettura, urbanistica e disegno industriale, fondata nel 1928 a Milano da Giuseppe Pagano Pogatschnig. La sua nascita si colloca in un clima di generale rinnovamento culturale, nutrito dal bisogno di confrontarsi con il dibattito artistico e architettonico maturato in Europa nel decennio successivo alla fine della prima guerra mondiale. Inizialmente intitolata “La casa bella”, dal 1938 venne chiamata “Casabella-Costruzioni” e dal 1940 “Costruzioni-Casabella”.

Sotto la direzione di Pagano e di Edoardo Persico, la rivista inizialmente contribuì a diffondere le posizioni dell’architettura razionalista europea, sostenendo la necessità del funzionalismo e contrastando l’architettura celebrativa e monumentalista del regime fascista. Nel dicembre 1943, dopo l’arresto e la deportazione di Pagano nel campo di concentramento di Mauthausen, per ordine del Ministero della cultura popolare (spregiativamente detto Minculpop) sospese le pubblicazioni, che ripresero nel 1952 con Ernesto N. Rogers, che la diresse dal 1955 al 1964. Negli anni Cinquanta e Sessanta “Casabella” fu punto di riferimento importante per il dibattito sui nuovi processi di industrializzazione edilizia, in particolare concernenti le tecniche di prefabbricazione; mentre i due decenni successivi la videro al centro del movimento di promozione del design italiano.

Distinta da un’impostazione grafica innovativa, la rivista conserva tuttora l’apertura internazionale e un importante ruolo teorico, accogliendo sulle sue pagine contenuti specificamente rivolti alla professione dell’architetto. Tra i direttori che si sono avvicendati alla sua guida, oltre ai già citati, figurano Guido Marangoni (1928-1930), Alessandro Mendini (1970-1976), Tomás Maldonado (1977-1981), Vittorio Gregotti (1982-1996); numerosi e di grande fama sono sempre stati i collaboratori, tra cui ricordiamo, per gli importantissimi contributi, Marco Zanuso (tra il 1952 e il 1954).

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