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  • La locandiera di Carlo Goldoni

    NOTE: Note critiche a cura di Laura Barberi: DIRITTI D'AUTORE: si, sulle note critiche: TRATTO DA: La locandiera, Tascabili Economici Newton, n. 71 Newton Compton Editori ...

  • La locandiera di Carlo Goldoni

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La locandiera

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Goldoni: La LocandieraGoldoni: La Locandiera
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1

Introduzione

La locandiera Commedia in tre atti di Carlo Goldoni, rappresentata per la prima volta al teatro Sant’Angelo di Venezia nel gennaio del 1753. Goldoni scrisse l’opera teatrale per Maddalena Marliani, una delle attrici della compagnia Medebac.

2

Amori in una locanda

Mirandolina, la locandiera del titolo, è bravissima a farsi corteggiare dagli uomini, ma ciò che la interessa è solamente la prosperità della sua locanda, della quale si occupa insieme a Fabrizio, il cameriere. Della locanda sono ospiti tre aristocratici: il conte di Albafiorita, uomo vanitoso, che la copre di regali, il marchese di Forlipopoli, che continua a offrirle la propria protezione, e il cavaliere di Ripafratta, uomo misogino e vanaglorioso, che ostenta disprezzo per il genere femminile. Mirandolina decide di farlo innamorare di sé, con un successo tale che il cavaliere si innamora follemente e la chiede in sposa. Mirandolina, da donna saggia e concreta, lo avvilisce di fronte a tutti gli ospiti, smascherando la sua falsa misoginia, e finisce per convolare a nozze con Fabrizio.

3

Una commedia moderna

La locandiera, opera con la quale Goldoni abbandonò del tutto l’improvvisazione della Commedia dell’Arte, offre un quadro realistico della società dell'epoca e riflette il primato della borghesia sulla nobiltà. Sulla scena si intrecciano personaggi, situazioni, passioni e avvenimenti attinti dal “mondo”, dalla realtà, in un rimando continuo alla vita quotidiana, ai comportamenti concreti, alle abitudini e alle manie dell’aristocrazia, della borghesia e della servitù. È la borghesia a occupare il ruolo centrale, e sono i suoi valori e le sue virtù (l’industriosità, l’intraprendenza economica, l’onore) a risaltare nel confronto con i valori (anzi, la mancanza di valori) della nobiltà, impegnata solo in una vita da parassita, alla ricerca della soddisfazione delle proprie manie e fissazioni.

Per quanto contenga un’esaltazione della borghesia, la commedia non mette però in discussione le gerarchie sociali e la distinzione dei ruoli di aristocrazia, borghesia e popolo: Mirandolina gioca con il cavaliere di Ripafratta, lo seduce e lo fa innamorare di sé, sfidando, sembra, le convenzioni sociali dell’epoca, ma alla fine rifiuta di trasgredire queste convenzioni, di rompere la distinzione dei ruoli sociali e di allontanarsi dai valori della società, affermandosi, anzi, proprio in virtù dell’accettazione del proprio ruolo e del proprio posto nella società.

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