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Risultati di Windows Live® Search De Dominicis, Gino (Ancona 1947 – Roma 1998), pittore, installatore e performer italiano. La sua produzione pittorica (Origini e strane tradizioni, 1996, Palazzo Montecitorio, Roma) presenta affinità con l’arte povera, mentre le sculture e le installazioni, sempre fortemente provocatorie, lo hanno fatto avvicinare a figure come Joseph Beuys e Jannis Kounellis. Dopo le prime prove negli anni Sessanta, De Dominicis si impose nel panorama artistico italiano alla Biennale di Venezia del 1972 con la performance Seconda Risoluzione d’immortalità (L’Universo è immobile), cui partecipava un ragazzo affetto da sindrome di Down. Le sue opere successive propongono spesso il tema dei dualismi mortalità/immortalità e apparenza/verità; non infrequente è anche il riferimento all’alchimia, metafora della trasformazione della materia: nell’installazione Il tempo, lo sbaglio, lo spazio (1970, mostra “Fine dell’Alchimia”, Galleria L’Attico, Roma), uno scheletro umano con i pattini ai piedi tiene al guinzaglio lo scheletro di un cane, alludendo alla frenesia mortifera dell’uomo moderno. Provocazione e ironia sono al centro di performance come Tentativo di formare quadrati invece di cerchi, attorno ad un sasso che cade in acqua (1969), Tentativo di volo (1974) e Installazione (1971, Palazzo Taverna, Roma), incentrata sulla muta presenza di un ragazzo e un anziano, seduti su sedie incollate alle pareti della sala espositiva. Presente alla Biennale di Venezia ancora nel 1990, De Dominicis espose soprattutto a Roma all’interno di collettive, tra cui “Roma anni ’60: al di là della pittura” (1990, Palazzo delle Esposizioni).
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