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Risultati di Windows Live® Search Ayurveda Antica disciplina indiana che costituisce una forma di medicina tradizionale. L’ayurveda è ampiamente praticato in India, in numerosi ospedali specializzati i cui operatori devono seguire un corso di studi di cinque anni; è diffuso anche in Asia e, dagli anni Novanta del Novecento, sta riscuotendo una crescente attenzione anche in Occidente come medicina alternativa. Il termine deriva dal sanscrito ayus, “vita” e veda, “conoscenza”, e risale probabilmente al periodo dei Veda. In due trattati che sono giunti fino a oggi, il Charaka Samhita e il Sushruta Samhita, elaborati nel VII secolo a.C., sono contenuti insegnamenti e pratiche terapeutiche. Sebbene a un visione superficiale l’ayurveda sembri tradursi in un insieme di rimedi curativi ricollegabili alla fitoterapia e al massaggio, non va dimenticato che si tratta di una disciplina innanzi tutto spirituale e di un vasto impianto teorico che abbraccia la filosofia come la scienza, la religione come la medicina. In uno dei testi classici, l’ayurveda viene definito come “descrizione degli stati della vita svantaggiosi e vantaggiosi”; si tratta dunque di un cammino di ricerca del benessere non solo attraverso il superamento della malattia fisica, ma mediante il raggiungimento di un equilibrio con se stessi e le proprie aspettative, con gli altri e con l’ambiente circostante. Come pratica terapeutica, la disciplina tende a prevenire la malattia attraverso il mantenimento di abitudini sane per l’organismo e la cura di sé. Il concetto fondante è che mente, corpo e ambiente siano elementi ed espressioni diverse di un’unica energia capace di creare e sostenere la vita. La salute e il benessere si raggiungono quando si stabilisce e si mantiene un collegamento con questa energia. Le sedute terapeutiche si focalizzano non solo sulle condizioni fisiche, mentali e spirituali del paziente, ma anche su possibili influenze astrologiche e climatiche. Secondo la teoria ayurvedica, l’uomo e l’ambiente sono composti da cinque elementi: aria, fuoco, acqua, terra ed etere (o spazio), ognuno dei quali corrisponde a uno dei cinque sensi. La combinazione di tali elementi dà luogo a tre differenti “energie”, o dosha, che prendono il nome di kapha, pitta e vata. Ogni dosha è tipico di ciascun organo: ad esempio, il kapha predomina nei polmoni e nel torace; i tre tipi di dosha si ritrovano in ogni individuo ma in proporzioni diverse, e influenzano le caratteristiche fisiche e psichiche e persino lo stile di vita. La prevalenza del vata dosha rende il soggetto magro, intuitivo, carico di energia, attivo e predisposto a squilibri dell’umore e costipazione. Il pitta dosha predomina negli individui di media corporatura, soggetti all’acne, all’ira, all’ulcera e a disturbi della pelle. Se invece è maggiore l’influenza del kapha dosha, il temperamento è rilassato, l’aspetto pallido e la tendenza è verso l’obesità e le allergie. Per ogni tipo di dosha sono previsti regimi alimentari specifici, rimedi erboristici, trattamenti di pulizia, esercizi fisici e pratiche quotidiane.
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