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Cristalloterapia

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Giada e cristalloterapiaGiada e cristalloterapia

Cristalloterapia Applicazione di cristalli su parti del corpo colpite da disturbi per favorirne l’autoguarigione o, più genericamente, per ottenere una condizione di equilibrio e benessere psicofisico. Questa pratica, di tradizione assai antica nel mondo orientale e diffusasi solo di recente nel mondo occidentale (ove suscita allo stesso tempo curiosità e scetticismo), può considerarsi un forma di medicina alternativa ed essere utilizzata in modo complementare ad altre pratiche terapeutiche.

I suoi sostenitori la giustificano secondo la cosiddetta “teoria vibrazionale” dei cristalli: ogni cristallo sarebbe cioè caratterizzato da vibrazioni che si ripercuotono sui diversi “centri energetici” dell’organismo umano, la cui localizzazione è descritta, ad esempio, in base ai meridiani della medicina tradizionale cinese (vedi Agopuntura) o dai chakra della tradizione indiana. La risonanza tra le vibrazioni emesse dai cristalli e quelle del corpo sarebbe in grado di ripristinare la corretta circolazione dell’energia e di eliminare eventuali “blocchi energetici” responsabili delle malattie e del disagio psicologico.

Le gemme usate, assai varie, agiscono come stimolatori, stabilizzatori, amplificatori, tranquillanti e così via. Tra le più rappresentative sono il quarzo rosa, il quarzo citrino, l’ametista, la malachite e l’acquamarina; largamente usate nella tradizione cinese e indiana sono, rispettivamente, la giada e la tormalina. I cristalli possono essere applicati direttamente sulle parti del corpo dolenti, oppure lungo i centri energetici previsti dal terapeuta o, ancora, indossati per determinati periodi, sotto forma di collane e anelli: ciò che è richiesto è il contatto diretto con la pelle. Uno dei rimedi curativi dell’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, prevede l’assunzione di polveri finissime di minerale o anche di acqua che sia stata a contatto diretto con il minerale stesso.

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