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Nano, Fatos

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Fatos Nano e Alfred MoisiuFatos Nano e Alfred Moisiu

Nano, Fatos (Tirana 1952), uomo politico albanese, primo ministro dell’Albania (1991; 1997-1998; 2002-2005). Compiuti gli studi in scienze politiche ed economiche, nel 1981 intraprese la carriera accademica presso l’Istituto di studi marxisti-leninisti e l’Università di Tirana.

Organico al sistema comunista albanese, sebbene piuttosto critico nei suoi confronti, con la transizione politica avviata nel 1989 Nano diventò prima segretario generale del Consiglio dei ministri e poi, nel 1991, primo ministro. Sotto il suo governo si svolsero, nel marzo dello stesso anno, le prime elezioni democratiche, che videro l’affermazione del Partito del lavoro (il partito unico fino ad allora al potere). Costretto a dimettersi in giugno dalla minaccia di uno sciopero generale agitata dalle opposizioni, assunse la guida del partito (ribattezzato Partito socialista albanese). Nel 1992 fu accusato di malversazione dal nuovo presidente della repubblica, Sali Berisha, e condannato a dodici anni di prigione.

Dopo la violenta rivolta popolare, provocata da una grossa frode finanziaria, che travolse nel 1997 il presidente Berisha, Nano fu amnistiato e in seguito alla vittoria socialista nelle elezioni di luglio fu incaricato di formare un nuovo governo. Nel 1998 il tentativo di colpo di stato fomentato dall’opposizione di Berisha e l’acuto contrasto interno al Partito socialista costrinsero nuovamente alle dimissioni Nano, che fu sostituito da Pandeli Majko. Riconquistata nel 1999 la presidenza del partito, dopo le elezioni del giugno 2001 che videro la conferma dei socialisti al potere, Nano rilanciò l’offensiva interna al partito, costringendo il primo ministro Ilir Meta a dimettersi nel gennaio 2002.

Fautore dell’accordo con Berisha che condusse all’elezione del centrista Alfred Moisiu alla presidenza del paese, ottenne una modifica dello statuto del partito che gli consentì di assumere anche la guida del governo nel luglio 2002. Dopo la vittoria del Partito democratico di Berisha nelle elezioni del giugno 2005, lasciò la guida del Partito socialista. Rieletto deputato, nel 2007 si candidò, privo del sostegno del partito, per la presidenza della repubblica, ottenendo solo pochi voti.

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