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Al Qaeda

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Osama Bin LadenOsama Bin Laden

Al Qaeda Organizzazione terroristica fondamentalista islamica. Al Qaeda nacque negli anni Novanta, per opera di Osama Bin Laden e di altri militanti islamici radicali che avevano partecipato nel decennio precedente al jihad antisovietico in Afghanistan. Nella fondazione di Al Qaeda ebbe un ruolo di spicco l’ulema Abdallah Azzam (professore di materie coraniche presso l’Università reale di Gidda e ideologo riconosciuto del movimento “jihadista”), morto in un oscuro attentato nel 1989.

Il nome, che in arabo vuol dire “base”, richiama sia il “campo base” (o la “sede”) dell’organizzazione militare, sia la struttura realizzata intorno a un archivio elettronico (database) costituito da Bin Laden con i nomi dei combattenti internazionali della resistenza afghana. Dopo il successo ottenuto contro i sovietici, lo scopo di Bin Laden era infatti quello di costituire un’avanguardia politica in grado di guidare un’offensiva generalizzata contro gli altri principali nemici dell’islam, individuati, dopo la guerra del Golfo (1991), negli Stati Uniti e nella casa reale saudita, loro alleata.

Il debutto di Al Qaeda avvenne nel 1992 in Somalia, dove contribuì al fallimento dell’operazione “Restore Hope” dell’ONU. Nella prima metà degli anni Novanta, folte milizie di Al Qaeda parteciparono anche alle guerre in Bosnia-Erzegovina e in Cecenia. Nonostante la rinnovata militanza alimentata dagli innumerevoli focolai di crisi (Palestina, Cecenia, Kashmir, Indonesia ecc.), il mondo islamico rimase tuttavia insensibile (e spesso ostile) alla strategia di Al Qaeda, che trovò interlocutori solo nel regime islamico di El-Turabi in Sudan e soprattutto in quello instaurato nel 1996 in Afghanistan dai taliban.

Nel 1998, con la costituzione di un “Fronte internazionale islamico per il jihad contro gli ebrei e i crociati” e con gli attentati alle ambasciate statunitensi in Kenya e in Tanzania, Al Qaeda impresse una svolta alla sua offensiva, caratterizzandosi prevalentemente come fenomeno terroristico che culminò, dopo una lunga teoria di attentati, con il devastante attacco aereo suicida contro le torri gemelle del World Trade Center di New York e gli edifici del Pentagono (vedi Stati Uniti d'America, Storia: 11 settembre 2001).

Dopo la caduta del regime dei taliban alla fine del 2001 e la forzata assenza di Osama Bin Laden (di cui non si ha oggi nessuna notizia certa), l’organizzazione ha rafforzato il suo ruolo di rete internazionale del terrore. A un sostanziale fallimento della politica di Al Qaeda, è infatti corrisposta una diffusione a cerchi concentrici del suo “marchio”, sotto il quale oggi operano, con diverse finalità, decine di sigle terroristiche, spesso del tutto prive di legami con l’organizzazione. Al Qaeda (recentemente definita da alcuni studiosi come un’impresa di “terrorismo in franchising”) ha trovato nuovo impulso nel 2003 dall’abbattimento del regime di Saddam Hussein in Iraq, dove figura tra le principali componenti della resistenza alle truppe statunitensi e alle forze del governo provvisorio iracheno.

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