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Piano Condor

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Piano Condor Patto segreto sottoscritto negli anni Settanta del Novecento tra i regimi militari del Sud America con lo scopo di contrastare nel continente l’attività dei partiti politici e delle organizzazioni (armate e non) di sinistra e colpire in generale tutto ciò che veniva percepito come una “minaccia marxista”.

Il piano Condor si basava su una stretta collaborazione tra i servizi segreti di diversi paesi (Cile, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia, cui si aggiunsero in seguito Perù ed Ecuador) e anche sul ricorso a “gruppi speciali” autorizzati a ricorrere a qualsiasi strumento (arresti, torture, assassinii, attentati) idoneo a reprimere le opposizioni ai regimi militari. L’accordo fu avviato nel 1974 con una serie di operazioni congiunte dei servizi segreti cileni e argentini, tra cui quella che portò all’assassinio del generale cileno Carlos Prats (ucciso con la moglie a Buenos Aires), che si era opposto al colpo di stato compiuto nel 1973 da Augusto Pinochet.

Ottenuto il via libera della CIA, il piano fu poi perfezionato ed esteso agli altri paesi nel novembre del 1975, in un incontro svoltosi a Santiago nella sede della DINA (Dirección Nacional de Inteligencia), la polizia segreta cilena. Il piano Condor superò più volte i confini sudamericani ed ebbe effetti anche in Italia, dove nel 1975 Bernardo Leighton, un alto dirigente della Democrazia Cristiana cilena, sopravvisse, sebbene profondamente segnato, a un attentato compiuto da un gruppo neofascista nostrano.

L’attentato compiuto a Washington nel settembre 1976 – che costò la vita all’ex ambasciatore e ministro della Difesa cileno Orlando Letelier e alla sua segretaria, cittadina statunitense – segnò anche una prima presa di distanza degli Stati Uniti dal piano Condor (ma la CIA avrebbe sostenuto in seguito altre operazioni).

Per dieci anni il piano Condor insanguinò l’America latina, torturando, uccidendo e disperdendo i corpi di migliaia di uomini e donne tra esponenti politici, sindacalisti, membri della guerriglia, religiosi, studenti, ma anche persone estranee a qualsiasi attività politica, eliminate per vendetta personale o per impadronirsi dei loro patrimoni.

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