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Alessandri Palma, Arturo

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Arturo Alessandri PalmaArturo Alessandri Palma

Alessandri Palma, Arturo (Longaví, Linares 1868 – Santiago 1950), uomo politico cileno, presidente del Cile (1920-1924; 1925; 1932-1938), figura centrale della politica cilena durante la prima metà del XX secolo.

Di origini italiane, dopo gli studi di giurisprudenza all’Università di Santiago, aderì al Partito liberale. Nel 1897 fu eletto presidente della Camera dei deputati, carica che conservò per sei mandati consecutivi. Senatore dal 1915, negli anni seguenti assunse diversi incarichi di governo, come la guida dei ministeri dell’Interno e delle Finanze. Nel 1918 iniziò la campagna per le elezioni presidenziali, presentandosi come portavoce della classe media e dei lavoratori.

Nominato candidato di Alleanza liberale (una coalizione che includeva anche il Partito radicale), nel 1920 venne eletto presidente della Repubblica. Subito presentò un approfondito programma di riforme sociali e politiche, che contemplava anche la separazione tra Stato e Chiesa, l’educazione elementare obbligatoria e l’elezione diretta del presidente e del vicepresidente mediante suffragio popolare.

Nel settembre del 1924 Alessandri fu però costretto a rassegnare le dimissioni, dopo che una giunta militare, guidata da Luis Altamirano, era salita al potere con un colpo di stato. Un ulteriore colpo di stato, attuato da giovani ufficiali riformisti, fece cadere la giunta di Altamirano e nel gennaio 1925 richiamò alla presidenza Alessandri, il quale, tuttavia, vi restò per poco meno di un anno, sostituito in ottobre dal suo vicepresidente Luis Barros Borgoño.

Nonostante la brevità del secondo mandato presidenziale, Alessandri riuscì a redigere, e a ratificare con referendum popolare, una nuova Costituzione, che restò in vigore per cinquant’anni. La nuova Costituzione sancì la definitiva separazione tra Stato e Chiesa, stabilì l’impossibilità per il presidente della Repubblica di sciogliere il Congresso e fissò una rigida separazione dei poteri. Oltre alla riforma del sistema fiscale, creò il Banco Central, con l’obiettivo di stabilizzare la moneta cilena.

Alessandri tornò nuovamente alla presidenza nel 1932, restandovi fino al 1938, anno in cui fu sconfitto alle elezioni dal candidato del Fronte popolare, Pedro Aguirre Cerda. Il terzo mandato di Alessandri fu caratterizzato da un certo autoritarismo, coniugato però alla volontà di proseguire nelle riforme sociali. Suo figlio, Jorge Alessandri Rodríguez, ricoprì a sua volta la carica di presidente della Repubblica dal 1958 al 1964.

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