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Risultati di Windows Live® Search Marshall, Barry J. (Kalgoorlie, Australia Occidentale 1951), medico e microbiologo australiano. Dopo la laurea alla University of Western Australia nel 1974, completò la sua formazione al Royal Perth Hospital, dove, tra il 1985 e il 1986, compì studi nel campo della gastroenterologia. Dal 1986 si dedicò alla carriera accademica, occupando la cattedra di medicina alla University of Virginia per circa un decennio. Nel 1997 fece ritorno all’ateneo in cui aveva studiato, come docente di medicina e microbiologia; tuttora vi svolge attività di ricerca e di insegnamento. Per la scoperta della relazione esistente tra l’insorgenza dell’ulcera gastrica e l’infezione da batterio Helicobacter pylori, nel 2005 fu insignito del premio Nobel per la medicina o la fisiologia, condividendolo con il connazionale J. Robin Warren. Marshall cominciò a collaborare con Warren nel 1981, dopo che questi aveva rilevato la presenza di un batterio sconosciuto nella mucosa gastrica di pazienti affetti da ulcera, e aveva ipotizzato che l’infezione batterica inducesse l’infiammazione della mucosa (gastrite) e che questa favorisse il danneggiamento e la perforazione del tessuto (ulcera). Nel 1982 i due ricercatori isolarono il batterio, inizialmente attribuito al genere Campylobacter e in seguito classificato come nuova specie, Helicobacter pylori; i loro studi furono però accompagnati dallo scetticismo degli altri medici, convinti che l’ulcera avesse un’origine psicosomatica (legata allo stress) o fosse una conseguenza di errate abitudini alimentari. Decisivo fu l’esperimento condotto da Marshall su se stesso, ingerendo una soluzione contenente il batterio: in pochi giorni il medico sviluppò una gastrite acuta, che trattò con terapia antibiotica. Tra il 1985 e il 1987 fu avviata la sperimentazione del trattamento antibiotico su pazienti affetti da ulcera, che guarirono nell’80% dei casi; da allora questo tipo di cura si è affermato drasticamente, offrendo una netta riduzione delle recidive (cioè di nuovi episodi di ulcerazione in pazienti apparentemente guariti). Marshall mise a punto anche un test specifico rapido, il test dell’ureasi, che in soli 20 minuti permette di diagnosticare l’eventuale presenza del batterio in un campione di mucosa prelevato con biopsia; in seguito elaborò un test ancora più semplice e rapido, ormai largamente diffuso come metodo diagnostico, basato sull’analisi dell’aria espirata dal paziente.
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