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Risultati di Windows Live® Search Nez percé Tribù di indiani d’America un tempo stanziata su un vasto territorio dell’America settentrionale che includeva il sud-est dello stato di Washington, il nord-est dell’Oregon e il centro dell’Idaho. Il nome di “nasi forati” venne dato loro dagli esploratori francesi in riferimento al costume diffuso tra ai membri della tribù di portare anelli alle narici. L’economia della tribù era basata in origine sulla pesca. L’allevamento dei cavalli e la caccia al bisonte, introdotti nel XVIII secolo, cambiarono radicalmente la struttura sociale dei nez percé, che si dedicarono all’allevamento della razza equina Appaloosa, divenendo ben presto abilissimi cavalieri e cacciatori. Dediti altresì a lavori di tessitura e di decorazione delle pelli, erano noti per la lavorazione di borse in foglie di mais. I nez percé avevano costituito una società ben organizzata suddivisa in una quarantina di gruppi, ognuno dei quali governato da un capotribù la cui carica era ereditaria. Dotati di un profondo senso religioso, avevano una cultura ricca di miti, leggende, cerimonie e rituali. Nel 1855 firmarono un trattato con gli Stati Uniti in cui cedevano gran parte del loro territorio in cambio della creazione di una grande riserva che includeva la Wallowa Valley, in Oregon. Tuttavia, quando nella regione furono scoperti giacimenti d’oro, gli indiani furono costretti dal governo ad abbandonare le loro terre. Ciò determinò una serie di scontri fra le truppe federali e i nez percé, allora capeggiati da Chief Joseph e sancì l’inizio dell’epopea della tribù, divenuta simbolo della fiera resistenza degli indiani all’invasione dei bianchi.
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