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11 settembre 2001

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11 settembre 200111 settembre 2001
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1

Introduzione

11 settembre 2001 Data che è passata alla storia, cambiandone il corso, per il più devastante attacco terroristico mai realizzato, che ebbe come obiettivo due dei principali simboli del potere economico e politico degli Stati Uniti: le Torri Gemelle del World Trade Center a New York e il Pentagono, sede del ministero della Difesa, nei dintorni di Washington.

2

La sequenza del terrore

L’offensiva terroristica ebbe inizio la mattina dell’11 settembre 2001, quando un commando suicida di 19 persone, diviso in quattro gruppi, prese il controllo di altrettanti aerei di linea. Il dirottamento del primo aereo, un Boeing 767 dell’American Airlines decollato da Boston e diretto a Los Angeles, venne segnalato al NORAD, il Comando nordamericano di difesa aerea, alle 8.35; l’aereo aveva a bordo 81 passeggeri, due piloti e nove membri dell’equipaggio. Nei trenta minuti successivi, il NORAD venne avvertito del sequestro di altri tre aerei.

Alle 8.47 il primo degli aerei sequestrati andò a schiantarsi contro la torre nord del World Trade Center, tra il 90° e il 100° piano. Le sconvolgenti immagini della torre sovrastata da una densa nube di fumo si diffusero in pochi minuti in tutto il mondo attraverso le reti della CNN e della BBC. Alle ore 9.02 un secondo aereo (un altro Boeing 767 partito da Boston per Los Angeles, con 56 passeggeri, due piloti e sette membri dell’equipaggio) irruppe improvvisamente sulla scena, andando a infilarsi con una grande esplosione tra il 78° e l’87° piano della torre sud del complesso.

Mentre si consumava l’agonia delle due torri, alle 9.37 ca. un terzo aereo (un Boeing 757, partito da Washington e diretto a Los Angeles con 58 passeggeri e quattro membri dell’equipaggio) si schiantò contro un’ala dell’edificio del Pentagono, aprendovi un’enorme falla. L’ultimo aereo, un Boeing 757 decollato da Newark per San Francisco con 38 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, destinato forse a colpire la Casa Bianca, cadde al suolo alle 10.10 nella campagna di Pittsburgh senza raggiungere il suo obiettivo.

L’attacco terroristico, attribuito a Osama Bin Laden, fondatore dell’organizzazione Al Qaeda e uno dei principali esponenti del fondamentalismo islamico, causò circa tremila morti e centinaia di feriti, lasciando il paese in uno stato di profondo shock. Oltre ai diciannove kamikaze, nell’attacco trovarono la morte tutti i membri degli equipaggi e tutti i passeggeri dei quattro aerei. Le Torri Gemelle, le cui strutture in metallo non ressero al calore sviluppato dall’incendio, crollarono al suolo disintegrandosi a distanza di mezz’ora l’una dall’altra (la prima alle 9.59 e la seconda alle 10.28), seppellendo più di duemila persone tra cui centinaia di soccorritori e spargendo su tutta Manhattan una densa nube di fumo e polvere. L’angosciante scena fu trasmessa in diretta in tutto il mondo, suscitando una profonda emozione.

3

La guerra contro il terrorismo internazionale

La stessa mattina dell’11 settembre la Casa Bianca, il Campidoglio e molti altri uffici pubblici vennero evacuati mentre le alte cariche dello stato vennero trasferite in località segrete. La Federal Aviation Administration, temendo altri dirottamenti, ordinò per la prima volta nella storia del paese la chiusura dello spazio aereo nazionale e l’immediato rientro di tutti i voli civili; per tre giorni gli Stati Uniti rimasero isolati dal resto del mondo. Per evitare il marasma economico, le attività della Borsa di Wall Street furono sospese per diversi giorni.

L’ondata di panico provocata dall’attacco si intensificò in seguito all’allarme batteriologico che si diffuse pochi giorni dopo, quando nelle redazioni di diversi giornali e reti televisive, e in alcuni uffici del Parlamento, furono recapitate lettere contenenti spore di Bacillus antrax, agente responsabile del carbonchio. Diverse furono le persone contagiate e cinque le vittime. Dalle indagini non emersero tuttavia collegamenti con il terrorismo fondamentalista islamico, bensì con gruppi dell’estrema destra statunitense.

Il governo rafforzò le misure di sicurezza; dopo centinaia di arresti sui quali venne mantenuta un’assoluta segretezza, il presidente George W. Bush firmò un decreto che istituiva tribunali militari speciali per i cittadini stranieri sospettati di terrorismo. In seguito il Parlamento statunitense approvò, contro il parere di uno sparuto gruppo di parlamentari democratici, una severissima legge antiterrorismo denominata Patriot Act (Legge patriottica) e istituì un nuovo ministero incaricato della sicurezza interna e della lotta al terrorismo.

Dopo l’11 settembre la preoccupazione principale dell’amministrazione statunitense diventò la lotta contro il terrorismo internazionale, di cui le guerre mosse all’Afghanistan (ottobre 2001) e all’Iraq (marzo 2003) costituirono le prime due tappe.

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