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Risultati di Windows Live® Search Vicereame della Nuova Spagna Divisione politico-amministrativa istituita dalla Spagna durante il periodo coloniale nei territori dell’attuale Messico e in alcune zone limitrofe degli odierni Stati Uniti, dell’America centrale e delle isole caraibiche; la giurisdizione del vicereame si estendeva anche sulle isole Filippine. Al vicereame facevano capo le cinque audiencias di Messico, Guadalajara, Guatemala, Santo Domingo e Manila. Fu Hernán Cortés a designare come “Nuova Spagna” i territori appena conquistati e tale denominazione apparve ufficialmente in un decreto reale dell’imperatore Carlo V nel 1522. Il governo del vicereame fu demandato a un viceré, nominato direttamente dalla Corona. Durante il periodo coloniale si avvicendarono 63 viceré, dal primo, Antonio de Mendoza, fino a Juan O’Donojú, che nel 1821 sottoscrisse con Agustín de Itúrbide il trattato d’indipendenza del Messico. Il territorio del vicereame era suddiviso in diversi sottoregni e province sottoposti a governatori locali nominati dalla Corona spagnola ma dipendenti, nell’esercizio delle loro funzioni, dal viceré. Un ruolo non marginale nell’organizzazione e nell’amministrazione del territorio fu esercitato anche dalle circoscrizioni religiose, fermamente volute da papa Leone X che in onore di Carlo V nel 1527 creò la diocesi Carolina con sede a Tlaxcala, alla quale, negli anni, seguì l’istituzione di numerose altre diocesi. Il Vicereame di Nuova Spagna rappresentò una delle principali fonti di reddito per la Spagna, grazie alla scoperta e allo sfruttamento di ricchi centri minerari come Guanajuato, Potosì e Hidalgo. I porti di Veracruz, sull’oceano Atlantico, e di Acapulco, sull’oceano Pacifico, divennero in breve tempo i principali intermediari del commercio tra l’America, l’Europa e l’Asia.
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