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Guerra asimmetrica

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Guerra asimmetrica In generale, l’espressione indica un tipo di guerra condotta su fronti non fisicamente definiti e con risorse umane e armamenti ridotti, utilizzati in modo da produrre un danno non solo materiale ma anche simbolico e ricavarne nel contempo un vantaggio psicologico e propagandistico. L’aggettivo “asimmetrico” è riferito anche alla disparità delle forze in campo; la guerra asimmetrica è infatti rivolta a sopperire con strategie e stratagemmi particolari a un’inferiorità altrimenti insormontabile.

Introdotta nel linguaggio militare e strategico alla fine degli anni Novanta del Novecento, l’espressione è rivolta a definire i conflitti nati dall’evoluzione, in tempi di globalizzazione, delle guerre “non convenzionali” che hanno accompagnato la decolonizzazione e la Guerra Fredda: guerriglie, insurrezioni, guerre a bassa intensità costellate di azioni di sabotaggio, spionaggio e controspionaggio, omicidi, rapimenti ecc.

La guerra asimmetrica rientra dunque nella famiglia delle guerre non convenzionali, con cui condivide diversi tratti: è, ad esempio, praticata soprattutto da gruppi non istituzionali e non prevede lo scontro frontale. Altre caratteristiche, tuttavia, la distinguono da esse. Ad esempio, i gruppi sono poco strutturati e hanno un’organizzazione orizzontale simile a quella dei network (o del franchising, o anche delle mafie). I nodi delle reti non rispondono inoltre a un comando unico, ma adeguano la loro azione a situazioni locali più o meno distanti tra loro e più o meno omogenee da un punto di vista politico, inserendosi tuttavia in un più ampio disegno strategico di respiro transnazionale.

Altre importanti caratteristiche della guerra asimmetrica sono il ricorso ai moderni sistemi di comunicazione (televisione, telefoni satellitari, posta elettronica, Internet, la cui funzione è anche quella di amplificare la magnitudine delle azioni e diffondere messaggi propagandistici) e la capacità di individuare e sfruttare, in modo appunto “asimmetrico”, il potenziale “militare” di strutture e oggetti civili (aerei, treni, metropolitane ecc.).

L’evento più clamoroso di questo nuovo tipo di guerra si è consumato l’11 settembre 2001, quando un commando di sole diciannove persone è riuscito a sequestrare quattro aerei di linea, scagliandoli contro i simboli del potere economico e politico statunitense: le torri gemelle del World Trade Center di New York e il Pentagono di Washington.

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