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Risultati di Windows Live® Search Acquario di Genova Struttura dedicata alla biologia marina, inaugurata a Genova il 15 ottobre 1992 con la finalità di svolgere ricerca scientifica, didattica per la scuola e divulgazione per il grande pubblico. Realizzata nell’area del Porto Antico da architetti di fama internazionale, come l’italiano Renzo Piano che ne ha curato la parte esterna, la struttura si sviluppa su due piani e, nella parte inferiore, si trova immersa per alcuni metri nel mare. Con oltre 70 vasche dedicate alla fauna acquatica di tutto il mondo, un sistema di controllo computerizzato che monitora l’impianto 24 ore su 24 e quasi un centinaio di tecnici, biologi, veterinari e assistenti al pubblico, l’Acquario di Genova ha sottratto al Museo Oceanografico del Principato di Monaco il primato di più grande acquario europeo. L’esposizione, soggetta a un continuo ampliamento e ammodernamento, attualmente si estende su una superficie di 10.000 m². Tra le circa 600 specie animali ospitate nelle vasche vi sono molti invertebrati, come meduse, coralli e crostacei, i grandi mammiferi marini (come le otarie, i delfini e le foche comuni), gli anfibi, i camaleonti, i pinguini, le tartarughe, e pesci. Vi sono vasche realizzate in modo tematico, per cui è possibile spostarsi dall’ambiente delle isole Eolie a quello della foresta inondata, dall’ecosistema delle mangrovie a quello dei granchi giganti del Madagascar. Di particolare richiamo per il grande pubblico sono il filmato 3D dedicato alle creature abissali e, inoltre, la grande vasca dei delfini, a cielo aperto, nella quale questi cetacei possono compiere salti ed evoluzioni; la vasca degli squali, lunga 28 m e seconda per grandezza solo a quella dei delfini, e popolata da varie specie di questi pesci cartilaginei; ancora, la vasca dedicata alla vita nella barriera corallina nel Mar dei Caraibi, lunga 18 metri, popolata fra l’altro dalla grande murena verde, dall’inoffensivo squalo nutrice, dalla tartaruga verde e dal barracuda. Da segnalare anche la “vasca tattile” delle razze, così chiamata perché gli ospiti possono sfiorare con le mani questi grandi raiformi. Alcune specie hanno dimostrato di potersi riprodurre pur se in cattività: ad esempio, il 2006 ha segnato la nascita di un cucciolo di foca comune.
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