![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Cagli, Corrado (Ancona 1910 - Roma 1976), pittore italiano. Trasferitosi nel 1929 a Umbertide (Perugia) per dirigere una scuola di ceramica, vi affrescò la villa Reggiani. Nel 1932 vinse il concorso per la realizzazione dei mosaici della fontana di Terni progettata da Mario Ridolfi. Nel 1933 partecipò a una mostra a Parigi insieme con Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli, e aderì alla scuola romana, dalla quale si allontanò tuttavia nello stesso anno. Volto a superare i limiti del quadro da cavalletto, a favore di forme di comunicazione visiva di respiro corale, Cagli realizzò numerosi affreschi, pannelli decorativi e scenografie teatrali. Nel maggio del 1933 pubblicò sulla rivista “Quadrante” l’articolo Muri ai pittori, anticipando di qualche mese il Manifesto della pittura murale di Sironi: dalle affermazioni ivi contenute appare chiara la differenza tra il suo muralismo e quello novecentista, decisamente improntato a speculazioni storiche quest’ultimo, lontano da tale taglio ideologico il primo. Nello stesso anno partecipò, con un murale dal titolo Preludi alla guerra, al vasto programma di decorazioni coordinato da Sironi per il palazzo della Triennale di Milano, in vista della prima esposizione nella nuova sede. Tre anni dopo, sempre alla Triennale, realizzò pannelli raffiguranti la Battaglia di San Martino recuperando la tecnica dell’encausto. Sul finire degli anni Trenta dipinse una serie di vedute di Roma dai toni drammatici e cupi, rompendo con la pittura di regime per acquisire un piglio marcatamente espressionista. Lasciata l’Italia per le persecuzioni razziali nel 1938, partecipò alla seconda guerra mondiale e nel 1945 realizzò una serie di disegni sugli orrori del campo di sterminio di Buchenwald. A partire dal 1948 riprese alcuni dettami della pittura metafisica, avendo come modelli – più che De Chirico – Carrà, Morandi e Savinio. Seguì una fase di ricerca espressiva incentrata sull’uso di segni archetipi essenziali, che evocano il linguaggio iconico delle civiltà più remote. Vicino alle correnti astratte e informali, dal 1958 realizzò le Carte: fogli intelati e pieghettati in modo da evocare immagini suggestive e da suggerire una riflessione estetica sul rapporto fra materia e immagine (Il Profeta, La danza bassa, collezioni private). Alcune sue opere sono conservate alla Fondazione Cagli di Firenze.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |