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Risultati di Windows Live® Search Stili pompeiani Stili o modelli della pittura parietale romana, affermatisi tra la metà del II secolo a.C. e gli anni Settanta del I secolo d.C. e documentati in particolare nelle rovine di Pompei e dei centri vicini. Ispirati in parte all’arte ellenistica, vennero adottati anche per abbellire gli interni di palazzi imperiali e aristocratici di Roma, spesso con variazioni e sovrapposizioni. Il primo stile, che fiorì tra il 140 e l'80 a.C. ed è testimoniato dalla Casa Sannitica di Pompei, riprende le decorazioni di epoca ellenistica con rilievi in stucco dipinto e affreschi che imitano i marmi delle dimore più ricche. Nei dipinti del secondo stile, risalenti agli anni fra l'80 e il 15 a.C., l'uso di una rudimentale forma prospettica crea l'illusione di vasti spazi al di là delle pareti: è frequente la rappresentazione di colonnati, giardini, palcoscenici teatrali e tempietti circolari. Ve ne sono esempi nella Villa dei Misteri a Pompei, del 50 a.C., e in una villa della vicina Oplontis, anch'essa del 50 a.C. Il terzo stile, adottato dal 15 a.C. al 63 d.C., è testimoniato nelle stanze della villa di Agrippa Postumo (10 a.C.) a Sorrento: tipici sono i delicati arabeschi lineari e le grottesche su fondo monocromo, di gusto molto raffinato. Questa maniera pittorica compare anche nella decorazione delle case di Augusto e di Livia sul Palatino e nella villa della Farnesina. Il quarto stile, risalente al periodo 63-79 d.C., è il più complesso: si caratterizza per la rappresentazione di motivi architettonici ed edifici fantastici e inverosimili, quali quelli della Casa dei Vettii a Pompei. Sia nel terzo che nel quarto stile è usuale che il centro degli affreschi sia occupato da 'finti' quadri, solitamente di soggetto mitologico, talvolta copie di originali famosi della pittura greca. Vedi anche Arte romana.
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