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    Il gruppo dei primi filosofi greci, comunemente chiamati presocratici, in quanto antecedenti lo sviluppo del pensiero di Socrate, include: Talete, Anassimandro e Anassimene ...

  • Presocratici, natura e uomo

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Presocratici

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Presocratici Termine che designa le scuole filosofiche fiorite nell’antica Grecia prima di Socrate (469-399 a.C.). L’anteriorità a Socrate non va intesa soltanto in senso cronologico, ma anche dal punto di vista problematico, secondo una linea di demarcazione fissata dallo storico della filosofia Eduard Zeller (1814-1908) nell’opera La filosofia dei greci nel suo sviluppo storico (1859-1868).

Secondo questa prospettiva, se le più antiche scuole di pensiero si erano confrontate con il problema della natura e del cosmo, fu con Socrate che l’interesse filosofico venne concentrandosi sull’uomo, sul suo pensiero e sui suoi problemi etici. Fra gli indirizzi del pensiero presocratico si è soliti distinguere tra i pensatori ionici di Mileto (Talete, Anassimandro, Anassimene), i seguaci di Pitagora, Eraclito, la scuola di Elea (Parmenide, Zenone) e i fisici posteriori (Empedocle, Anassagora e Democrito).

In realtà i problemi studiati dai filosofi detti presocratici furono molteplici e non si ridussero solo al problema della natura e dell’origine o principio (arché) di tutte le cose. Sebbene predomini in questi pensatori (che già Aristotele chiamò “fisiologi”, cioè “coloro che studiano la natura”) il problema cosmologico, o comunque un indirizzo teso a studiare la realtà oggettiva piuttosto che quella soggettiva dell’essere umano, non mancano tuttavia, nelle loro ricerche, importanti spunti relativi a questioni squisitamente antropologiche. Se, pertanto, dal punto di vista concettuale la linea di demarcazione fra i presocratici e la filosofia che nasce con Socrate non è sempre determinabile con nettezza, anche dal punto di vista cronologico si possono avanzare delle riserve.

Democrito, il cui sistema dell’atomismo prosegue la tradizione dei filosofi della natura, fu contemporaneo non solo di Socrate, ma anche del suo discepolo Platone, e il suo pensiero rivela una chiara apertura ai problemi della morale, della società e del linguaggio. Inoltre, l’interesse antropologico non fu caratteristico solo di Socrate, ma già dei sofisti che operavano ad Atene prima ancora che si affermasse il suo insegnamento, sicché non pare errato, come ha suggerito Nicola Abbagnano, parlare di “presofisti” anziché di “presocratici”.

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