![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche generali; Applicazione della camera iperbarica; Azione terapeutica dell’ossigenoterapia
Camera iperbarica Impianto destinato alla ossigenoterapia iperbarica, ovvero alla somministrazione di ossigeno a pressioni superiori a quella atmosferica. A seconda dei tipi, le camere iperbariche possono accogliere uno o più pazienti affetti da differenti patologie; in origine, le camere iperbariche erano riservate al soccorso di sommozzatori colpiti da disturbi da decompressione.
Le camere iperbariche sono strutture dotate di pareti stagne, all’interno delle quali si trovano una o più postazioni destinate ai pazienti, fornite di mascherine nasali. Dopo l’ingresso dei pazienti e la chiusura del portellone isolante, all’interno della camera viene insufflata aria compressa; ciò avviene attraverso stadi diversi. È prevista una fase iniziale di compressione durante la quale i pazienti eseguono alcuni esercizi che permettono all’organismo di compensare gradualmente l’aumento di pressione; segue la fase di trattamento, in cui i pazienti mediante la mascherina inalano ossigeno puro a una pressione uguale a quella che si è stabilita nella camera iperbarica. Infine, i pazienti vengono riportati con il processo inverso alle condizioni iniziali.
Le più frequenti patologie trattate con urgenza mediante somministrazione di ossigeno sono: l’aeroembolismo, che può colpire i subacquei che siano ritornati troppo repentinamente in superficie dopo una prolungata permanenza in profondità; le intossicazioni acute da monossido di carbonio; la gangrena gassosa; casi di sordità improvvisa; trombosi dell’arteria renale che irrora la retina. Sedute in camera iperbarica possono essere previste anche nella terapia di lesioni necrotiche degli arti; della retinite pigmentosa; di trombosi della vena centrale che perfonde la retina; necrosi di tessuti da radiazioni.
In base alla legge di Boyle, il volume delle bolle di gas formatesi nel sangue (come avviene nel caso dell’aeroembolismo) si riduce all’aumentare della pressione cui vengono sottoposte; avendo dimensioni inferiori, le bolle riescono a spostarsi più facilmente attraverso i vasi sanguigni. Ciò abbassa il rischio e la gravità di possibili embolie, soprattutto nel caso di sommozzatori colpiti da aeroembolismo. La somministrazione di ossigeno rende più veloce l’eliminazione di altri gas, riducendone l’azione tossica, come nel caso del monossido da carbonio; il mantenimento di condizioni iperbariche accelera il processo di depurazione dell’organismo. L’ossigeno iperbarico, inoltre, agisce come un farmaco vasocostrittore; questa proprietà permette la riduzione degli edemi che si formano per ustioni o ferite traumatiche. In tali condizioni, nei tessuti danneggiati i vasi sanguigni risultano compromessi e si verifica pertanto un minore apporto di sangue; l’elevata pressione del gas somministrato assicura invece una adeguata ossigenazione anche alla regione lesionata.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |