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Piastrine Elementi del sangue coinvolti nel processo di coagulazione sanguigna. Insieme ai globuli rossi e ai globuli bianchi costituiscono gli elementi figurati del sangue.
Le piastrine, dette anche trombociti, hanno piccole dimensioni, avendo un diametro di circa 3-4 µm; ve ne sono in media 200.000-300.000/mm³ di sangue. Vivono nel sangue per circa 5-9 giorni. Incolori e di forma discoidale se inattive e sferoidale se in attività, non possiedono nucleo; contengono invece diversi organuli, in particolare uno sviluppato reticolo endoplasmatico liscio, microtubuli e microfilamenti di una proteina contrattile denominata trombostenina. Componenti caratteristici del citoplasma sono granuli delimitati da una membrana e contenenti varie sostanze, come enzimi idrolitici, serotonina, adrenalina, fosfolipidi, il fattore III coinvolto con la produzione della tromboplastina e alcuni fattori della coagulazione.
Le piastrine si formano per frammentazione di particolari cellule, i megacariociti, presenti nel midollo osseo e caratterizzate da grandi dimensioni e nucleo lobato. Da ciascun megacariocito si originano circa 2000-3000 piastrine. La degradazione delle piastrine invecchiate e non più funzionali è operata dal fegato e dalla milza.
L’attivazione delle piastrine, che normalmente sono liberamente circolanti in forma inattiva, avviene in risposta alla lesione di un vaso sanguigno e ha lo scopo di interrompere la fuoriuscita di sangue, ovvero di impedire l’emorragia. La lacerazione del sottile tessuto epiteliale, o endotelio, che riveste la superficie interna dei vasi, provoca l’esposizione di recettori specifici per la trombina sulla superficie delle cellule endoteliali; inoltre, le cellule endoteliali producono il fattore FvW (fattore di von Willebrand) in grado di provocare l’aggregazione delle piastrine nel punto della lesione. Queste, a loro volta, secernono trombossano e serotonina, composti ad azione vasocostrittrice. La massa di trombociti costituisce il cosiddetto tappo piastrinico, a livello del quale si forma il coagulo vero e proprio di fibrina ed elementi sanguigni. I filamenti di trombostenina sono responsabili del fenomeno di retrazione del coagulo, che avviene al termine del processo emostatico.
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