Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search B Movies Termine inglese che significa letteralmente “film di serie B” e indica le pellicole a basso costo realizzate in America dagli anni Trenta ai Cinquanta per riempire i buchi della doppia programmazione durante la Grande Depressione e attrarre nuovo pubblico. In quell’epoca, accanto al film principale, realizzato con grandi mezzi e star, comparve una pellicola di supporto, o B movie, girata in economia. Inizialmente caratteristici dei grandi studi, utilizzati come veicolo per il lancio di nuovi talenti o rifugio per stelle del cinema declinanti, gli audaci e richiestissimi film di serie B divennero progressivamente sempre più appannaggio dei produttori minori. I generi tipici dei B Movies furono soprattutto il western, il gangster film, il thriller e l’horror: una palestra per registi come Don Siegel (Il tesoro di Vera Cruz, 1949) e Anthony Mann (Morirai a mezzanotte, 1947), e regno d’elezione di autori di culto come Joseph H. Lewis (La sanguinaria, 1949), Edgar G. Ulmer (Detour, 1946), o il poverissimo Ed Wood (Plan 9 from Outer Space, 1959). Persino Stanley Kubrick presentò il primo film, Fear and Desire (1953), all’interno di un doppio programma che ne enfatizzava l’inesistente erotismo con tanto di pin-up. L’estetica del cinema di serie B (velocità delle sequenze, accessibilità dei contenuti, effetti luministici decisi, essenzialità dei set) fu assorbita soprattutto dal noir, e la sua libertà espressiva fu accolta negli anni Sessanta dal cinema da drive-in di Russ Meyer (Motorpsycho!, 1965) ed Herschell Gordon Lewis (Blood Feast, 1963) e dal re dell’exploitation Roger Corman (La piccola bottega degli orrori, 1960), che per primò intuì il talento di Martin Scorsese, Robert De Niro, Jonathan Demme, Francis Ford Coppola, o rielaborata da Joe Dante (Matinée, 1993) e Quentin Tarantino (Pulp Fiction, 1994). In Italia, la scoperta di Cinecittà da parte dell’industria cinematografica statunitense negli anni Sessanta garantì mezzi sufficienti al sorgere di generi autonomi ma imparentati con la serie B, come lo spaghetti western di Sergio Leone, l’horror di Mario Bava, il “decamerotico” (produzione cinematografica di ispirazione medievale e boccaccesca fortemente permeata di facile erotismo) di Mariano Laurenti, il poliziesco all’italiana di Fernando Di Leo.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |