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Van Helmont, Jan Baptista

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Van Helmont, Jan Baptista (Bruxelles 1579–1644), chimico, medico e filosofo fiammingo. Uomo di interessi eclettici, dopo aver seguito studi umanistici si rivolse ad altri ambiti, in particolare alla filosofia e alla chimica; si dedicò anche a pratiche cabalistiche ed esoteriche.

Nelle sue ricerche fu fortemente influenzato dalle opere del medico e filosofo svizzero Paracelso; l’approfondita conoscenza di queste lo portò a diventare uno dei principali esponenti della scuola iatrochimica, una corrente di pensiero che interpretava i processi biologici come fenomeni esclusivamente chimici, dovuti alle interazioni tra i diversi elementi. In particolare, le malattie erano considerate come effetti dell’azione sull’organismo di agenti a esso esterni; si riteneva che potessero essere contrastate mediante la somministrazione di composti chimici. L’approccio iatromeccanico ispirò le metodiche che Van Helmont applicava come medico, professione che esercitò per un lungo periodo e che gli procurò una notevole fama.

Tra i suoi più rilevanti studi chimici sono da ricordare quelli sui metalli e sulle loro proprietà di dissoluzione negli acidi, e su alcuni aspetti dei processi di fermentazione. Inoltre, a lui si deve la realizzazione di un famoso esperimento che costituì una delle principali tappe nella scoperta della fotosintesi, con il quale dimostrò che la crescita di una pianta dipende dalla presenza di acqua.

Van Helmont osservò lo sviluppo di un rametto di salice collocato in un vaso di terra, al quale veniva somministrato soltanto acqua. Poté constatare che il rametto si accresceva, mentre il peso del terriccio rimaneva pressoché costante; l’acqua, invece, doveva essere periodicamente aggiunta. Da ciò dedusse che l’incremento della massa vegetale era correlato all’acqua che la pianta assorbiva con le radici. Van Helmont riteneva che all’origine di tale fenomeno vi fosse l’archeus, principio vitale presente in tutti gli organismi che, nel caso del rametto di salice, determinava la trasformazione dell’acqua in materia vegetale.

Lo studioso fiammingo compì anche studi sui fluidi allo stato aeriforme. Poiché l’aria e i vapori (come il vapore acqueo emesso con la respirazione) non erano caratterizzati da una forma o da un volume specifici, secondo Van Helmont essi richiamavano l’idea di ciò che i greci definivano chaos, cioè la materia amorfa e in continuo movimento esistente al momento della formazione dell’universo. Per questa somiglianza, denominò tutti i fluidi allo stato di vapore “chaos”, termine che nella pronuncia fiamminga si trasformò poi in “gas”, ancora oggi utilizzato.

Tra le osservazioni di Van Helmont vi fu anche quella che descriveva la formazione di un gas a partire dalla reazione tra ceneri di origine vegetale e un acido; egli denominò “gas silvestre” questo composto volatile, che fu poi identificato con l’anidride carbonica.

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