![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Gravidanza extrauterina Gravidanza patologica che si instaura quando l’uovo fecondato si impianta in una tuba di Falloppio e non nella parete uterina. Viene indicata anche come gravidanza ectopica. Al momento della fecondazione, la cellula uovo si trova ancora nelle tube; solo dopo alcuni giorni avviene lo spostamento dell’embrione all’interno della cavità uterina e il suo annidamento nell’endometrio. Se sussistono condizioni che impediscono tale passaggio, l’embrione prosegue il suo sviluppo nella tuba stessa. La parete di tale organo, però, non è strutturata in modo da permetterne l’impianto; in particolare, viene lesionata dal progressivo sviluppo dei villi coriali, strutture allungate che si formano sulla superficie dell’embrione. Nel corso di una normale gravidanza uterina, i villi coriali, penetrando nello spessore dell’endometrio, inducono la formazione della placenta; nella gravidanza ectopica, invece, la delicata parete tubarica tende a lesionarsi e va soggetta a infiammazione.
Le condizioni che impediscono il passaggio dell’embrione dalla tuba di Falloppio alla cavità uterina possono essere molteplici. In alcuni casi, la tuba può presentare anomalie congenite, come strozzature o deviazioni; in molti casi, però, l’impedimento è di natura secondaria, cioè si verifica in una tuba originariamente sana. Ad esempio, le infezioni che colpiscono l’apparato riproduttore possono indurre la formazione di cicatrici tra i tessuti e, in particolare, l’occlusione delle tube. All’origine di questo fenomeno vi è spesso un’infezione da Chlamydia trachomatis, batterio responsabile di molti casi di malattia infiammatoria pelvica. Anche i postumi di una peritonite, di un intervento chirurgico all’addome, o del parto o, ancora, di un aborto possono causare aderenze tubariche; inoltre, masse tumorali localizzate in prossimità delle tube possono creare un’ostruzione meccanica. Le gravidanze ectopiche sembrano inoltre favorite dall’uso prolungato del dispositivo contraccettivo intrauterino (IUD).
La gravidanza ectopica si manifesta con dolori al basso ventre, spesso di forte intensità, accompagnati da perdite di sangue; possono comparire anche i tipici disturbi gravidici, come la nausea e l’ingrossamento del seno. L’esplorazione della vagina da parte del ginecologo permette l’identificazione di una massa dolente ai lati dell’utero; l’effettuazione del test di gravidanza e indagini di tipo radiografico ed endoscopico consentono di accertare l’effettiva presenza dell’embrione e la sua localizzazione extra-uterina. Una grave complicazione della gravidanza ectopica è la rottura della tuba di Falloppio, fenomeno che può avvenire a causa dell’aumento di dimensioni dell’embrione. La rottura provoca l’improvvisa immissione nella cavità addominale di una grande quantità di sangue; l’emorragia interna produce nella paziente pallore, repentina diminuzione della pressione sanguigna, e stato di shock.
Il trattamento delle gravidanze extra-uterine è di solito di tipo chirurgico, e comporta l’asportazione del tratto di tuba, o dell’intera tuba, in cui l’embrione si è annidato. Nei casi più gravi, in cui si verifichi emorragia interna, può rendersi necessaria una trasfusione di sangue; se l’infezione si è estesa all’ovaia, questa deve essere asportata. L’operazione può avvenire anche mediante laparoscopia, tecnica chirurgica che permette non solo di accedere in modo meno invasivo agli organi interni della cavità addominale, a scopo diagnostico, ma anche di operare su di essi. Un precedente di gravidanza ectopica non preclude alla paziente successive gravidanze normali; d’altra parte, non vi è garanzia che l’episodio non si ripeta nuovamente.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |