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Risultati di Windows Live® Search Arato (Soli, Cilicia 320 ca. – Macedonia 240 ca. a.C.), poeta greco di età ellenistica. Studiò ad Atene dove frequentò il filosofo stoico Zenone di Cizio e conobbe Antigono Gonata, re di Macedonia, che intorno al 276 a.C. lo invitò a corte. La sua attività letteraria fu intensa: scrisse un’opera encomiastica per celebrare le vittorie militari del sovrano macedone (Inno a Pan), e svolse anche l’attività di filologo dedicandosi allo studio e all’edizione di Omero ed Esiodo. Ma l’opera più importante – e anche l’unica che ci sia pervenuta – è il poema didascalico I fenomeni, che ha come modello la Teogonia di Esiodo. Improntato alle teorie della filosofia stoica, il poema tratta nella prima parte della volta celeste e delle costellazioni, nella seconda della possibilità di formulare previsioni meteorologiche. L’opera, che ebbe grande successo fino in epoca umanistica anche grazie alle numerose traduzioni latine (Varrone Atacino, Cicerone, Avieno), è il tipico esempio di poesia alessandrina, in cui il raffinato esercizio formale diviene il più delle volte fine a se stesso.
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