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Dislipidemie

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Introduzione

Dislipidemie Termine generico con cui si indicano le patologie causate da anomalie del metabolismo dei lipidi. Nella maggior parte dei casi, tali malattie sono caratterizzate dall’accumulo di queste molecole organiche, che raggiungono elevate concentrazioni sanguigne; per tale motivo, nella pratica il termine dislipidemia è sostituito da iperlipidemia (o iperlipemia). La distinzione tra le diverse patologie viene operata in base al tipo di molecole lipidiche che presentano valori anomali.

I principali lipidi che circolano nel plasma sanguigno sono rappresentati dal colesterolo, dai trigliceridi, dai fosfolipidi e dagli acidi grassi liberi. Poiché il colesterolo, i trigliceridi e i fosfolipidi sono caratterizzati da scarsa idrosolubilità, per potere circolare nel sangue e raggiungere la sede dell’organismo in cui vengono utilizzati si legano a molecole proteiche, formando le cosiddette lipoproteine. In base alla densità, è possibile distinguere lipoproteine a bassissima densità (VLDL), a bassa densità (LDL) e ad alta densità (HDL). I valori standard di colesterolo e di trigliceridi sono, rispettivamente, inferiori a 200 e a 130 mg/dl; variano nelle diverse popolazioni essendo, ad esempio, più bassi nella popolazione giapponese e più alti in quella svedese; tale fenomeno evidenzia una componente genetica nella determinazione dei valori lipidici. All’interno di una popolazione, i valori appaiono diversi in relazione al tipo di alimentazione e al tipo di vita.

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Principali tipi di iperlipoproteinemie

Le iperlipidemie che, per il legame dei lipidi con le proteine, possono in realtà essere considerate iperlipoproteinemie, vengono classificate in cinque classi, indicate da numeri romani, a seconda che l’eccesso della concentrazione nel plasma riguardi i trigliceridi, le LDL o le VLDL; inoltre, possono essere divise in primarie e secondarie. Le forme primarie possono essere conseguenti ad alterazioni genetiche, che determinano gli elevati valori plasmatici dei lipidi indipendentemente dal tipo di dieta, oppure derivare da una predisposizione genetica che si manifesta solo a causa di abitudini alimentari scorrette. Le iperlipoproteinemie secondarie sono in genere correlate a malattie come l’ipotiroidismo, la cirrosi biliare (una forma di degenerazione delle vie biliari) e il diabete mellito. Anche l’assunzione di particolari alimenti, come l’alcol, o di farmaci, come i contraccettivi orali, possono determinare un aumento dei trigliceridi e delle VLDL.

L’interesse per le dislipidemie ha assunto un’importanza crescente dettata dall’osservazione che l’incremento dei livelli plasmatici di lipidi espone ad aumentato rischio di insorgenza di patologie del sistema circolatorio.

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