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Domus Aurea, Roma

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Domus Aurea, RomaDomus Aurea, Roma

Domus Aurea, Roma Grandiosa dimora dell’imperatore Nerone a Roma, splendido esempio dell’architettura romana antica.

Distrutta la Domus Transitoria a seguito dell’incendio del 64 d.C., Nerone affidò ai due architetti Severus e Celer la costruzione di una reggia sontuosa, che doveva estendersi dal Palatino al Celio. La struttura del complesso risultò talmente articolata e varia da rendere vano qualsiasi confronto con i più elaborati modelli ellenistici e orientali: la Domus Aurea comprendeva ville rustiche, giardini porticati, ninfei, bagni e criptoportici, vasti appartamenti e sale di rappresentanza; numerose erano inoltre le soluzioni architettoniche singolari, come camere ottagone con volte finestrate.

Per le decorazioni delle numerose sale fu incaricato, secondo le fonti antiche, un certo Fabullus, abile nel combinare il vivido cromatismo delle pitture con gli sfarzosi effetti dello stucco dorato. Secondo Svetonio, le pareti di alcune sale erano rivestite d’oro, gemme, madreperla e avorio; negli ambienti destinati ai banchetti scendevano da aperture del soffitto fiori e vapori profumati. Incisiva è la descrizione fatta da Tacito delle feste depravate e lascive che si tenevano per volontà di Nerone nella lussuosa dimora.

I successori di Nerone, morto nel 68 d.C., si affrettarono a distruggere e modificare la Domus Aurea, teatro di tante dissolutezze e simbolo della personalità esaltata del primo proprietario: sul sito del lago artificiale che si apriva al centro dei giardini, Vespasiano fece erigere il Colosseo; nell’area della villa Tito e Traiano fecero costruire complessi termali e Adriano edificò il tempio di Venere e Roma.

Abbandonata e sprofondata nel terreno nel corso dei secoli, la residenza di Nerone fu riscoperta alla fine del Quattrocento: numerosi artisti rinascimentali presero a esplorarla, attingendo all’enorme repertorio di forme e motivi di quegli ambienti un tempo sontuossissimi e poi divenuti “grotte”: ne derivò il genere, fortunatissimo, delle grottesche.

Nel 1999, al termine di un’imponente campagna di scavi e risanamento, alcune zone della Domus Aurea sono state aperte al pubblico.

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