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Valle dei Templi, Agrigento

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Valle dei Templi, AgrigentoValle dei Templi, Agrigento

Valle dei Templi, Agrigento Sito archeologico tra i più interessanti d’Italia. Restaurato parzialmente nell’Ottocento e poi oggetto di sistematici scavi nel corso del Novecento, il complesso accoglie numerosi templi e santuari databili tra il VI e il V secolo a.C., costruiti in tufo arenario conchiglifero di colore giallo; l’area archeologica si sviluppa perlopiù entro l’antica cerchia muraria, lungo il crinale delle colline che circondano Agrigento da ovest a sud.

Tra le rovine di maggior pregio, anche per il buono stato di conservazione, è il tempio della Concordia, così denominato a causa di un’iscrizione non pertinente rinvenuta nei pressi; forse dedicato ai Dioscuri, risale alla metà circa del V secolo a.C. In origine doveva costituire uno splendido esempio di tempio dorico (vedi Ordini architettonici greci), rivestito interamente di stucco colorato a tinte vivaci.

Forme assai simili aveva il tempio di Giunone Lacinia, leggermente più piccolo, di cui si conservano 25 colonne erette e 9 mutile. Di eccezionali dimensioni era invece il tempio di Giove Olimpico, iniziato dopo la vittoria di Imera (480 a.C.) e mai compiuto; anche se nessuna colonna è rimasta in piedi, le rovine restituiscono un’immagine di grandiosa monumentalità, di certo accresciuta dai colossali telamoni (uno conservato presso il Museo archeologico di Agrigento) che, con funzione statica oltre che decorativa, sostenevano la pesante cornice, al posto delle consuete semicolonne. Notevoli sono inoltre i frammenti dei frontoni, decorati con una Gigantomachia e scene della presa di Troia ispirate al racconto di Diodoro.

Il tempio di Ercole è il più antico, celebre per la statua bronzea del semidio che Verre tentò di depredare; è adorno di dipinti eseguiti dal famoso pittore greco Zeusi.

Il complesso archeologico comprende anche il cosiddetto quartiere ellenistico-romano, caratterizzato da regolare impianto urbanistico di ispirazione ippodamea (vedi Ippodamo di Mileto): vi si ammirano resti di eleganti abitazioni adorne di pavimenti musivi del I-II secolo d.C.

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