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Mujaheddin

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Mujaheddin nel PanshirMujaheddin nel Panshir

Mujaheddin Termine arabo con cui vengono definiti i “combattenti” del jihad (la “guerra santa”). Con questo nome si chiamarono i guerriglieri dell’opposizione armata al regime filosovietico afghano di Babrak Karmal (vedi Guerra dell’Afghanistan). Parte della complessa galassia del fondamentalismo islamico, sostenuti dagli Stati Uniti e dal Pakistan, nel 1989 costrinsero, insieme con altre fazioni guerrigliere, i sovietici al ritiro e nel 1992 conquistarono Kabul, abbattendo il governo di Muhammad Najibullah. Lacerati dai contrasti interni, intrapresero una violenta lotta per il potere che provocò decine di migliaia di morti tra i civili e la distruzione di Kabul. Nel 1996, sconfitti dai taliban, furono costretti a ritirarsi nel nord del paese. Nel 1999 riuscirono a superare le divergenze e costituirono l’Alleanza del Nord, che oppose una tenace resistenza alle offensive lanciate dai taliban. Alla fine del 2001 i mujaheddin riuscirono a riprendere il controllo del paese grazie alla campagna militare “Enduring Freedom” (“Libertà duratura”) lanciata dagli Stati Uniti contro i taliban per il sostegno da questi fornito a Osama Bin Laden.

Un movimento chiamato “mujaheddin del popolo” combatté in Iran contro lo scià Muhammad Reza Pahlavi. Alleato di Bani Sadr nel conflitto esploso all’interno della giovane repubblica islamica iraniana, venne in seguito sterminato dal regime di Khomeini.

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